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Empoli

Certaldo, conto salato per il restauro di Palazzo Pretorio

Giacomo Bertelli
Certaldo, conto salato per il restauro di Palazzo Pretorio

Il Comune chiede un risarcimento di 700mila euro ai familiari dell’ingegnere Tampone e alle ditte che hanno eseguito gli interventi

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CERTALDO. Lavori mal eseguiti a Palazzo Pretorio, il comune di Certaldo passa definitivamente all’attacco e chiede 700mila euro di risarcimento e danno d’immagine nei confronti dei familiari dell’ingegner Gennaro Tampone, scomparso recentemente, e le ditte che hanno svolto questi interventi.

È la corposa somma contenuta all’interno di una determina dell’amministrazione comunale che ha quantificato così i lavori svolti fra il 2008 – 2014 e divisi in tre lotti. Una richiesta che adesso dovrà passare dall’organismo di conciliazione di Firenze ma che adesso traccia definitivamente il percorso che l’amministrazione comunale intende promuovere per consegnare nuovamente in futuro Palazzo Pretorio a pieno regime con tutti gli spazi fruibili ed aperti. La ristrutturazione di Palazzo Pretorio, uno dei simboli del borgo alto e di Certaldo, scattò nel 2008 da dividersi in 3 lotti, sotto la guida dell’ex sindaco Andrea Campinoti e la supervisione dell’allora dirigente dell’ufficio tecnico Pier Giuseppe Spannocchi. Una spesa pari a 1 milione e 500 mila, che contava del contributo della Regione pari a 875mila euro e 625mila euro dell’amministrazione comunale.

Al centro degli interventi vi erano il consolidamento strutturale di tutto l’edificio, il restauro e la conservazione delle opere artistiche pittoriche e murarie e l’accessibilità all’edificio con il superamento delle barriere architettoniche. Una somma economica che tiene conto dei difetti messi in evidenza dal Comune e dal genio civile, oltre che un risarcimento dell’immagine stessa dell’amministrazione comunale. Ben 700mila euro sul piatto per un immobile che è stato oggetto di verifiche approfondite anche dalla Corte dei Conti. Il Comune in via cautelativa, avrebbe disposto la chiusura al pubblico di alcuni spazi quali il Torrione situato sul retro del Palazzo, le ex carceri maschili, la torre dell’orologio con il camminamento sopra i merli, le stanze denominate “scrittoio del Vicario” e “Camera del cavaliere”, il percorso pedonale esterno al Palazzo e vicino al Torrione. Tutto nasce nel giugno 2015 quando alcuni accertamenti dell’ufficio tecnico di Certaldo rilevarono che il progetto strutturale non era mai stato trasmesso al genio civile della Regione Toscana.

Da qui il Comune decise subito di sospendere l’accesso ad alcuni spazi in oggetto, in attesa del pronunciamento. Così dopo 6 anni di cantiere conclusi nel 2014 e una vicenda che si trascina ormai da 11 anni occorrerà attendere il tentativo di mediazione per capire se i tre soggetti in campo, il comune, i familiari dell’ingegnere Gennaro Tampone e l’impresa costruzioni Mannucci saranno capaci di trovare un accordo per mettere la parola fine a questa annosa diatriba.

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