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Empoli

L’azienda non può ingrandirsi e ricorre al Tar contro il Comune

L’azienda non può ingrandirsi e ricorre al Tar contro il Comune

Nel mirino della Antonini di Ponte a Elsa c’è la tempistica della variante EmpoliFaImpresa

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EMPOLI. Un ricorso al Tar, contro la variante urbanistica dello scorso novembre che costringerà il comune di Empoli, la Regione Toscana e la Città Metropolitana a presentarsi il tribunale. 
 
Questa volta a chiedere lo stop alla variante a tribunale amministrativo regionale è la Antonini srl che produce macchinari per la produzione del vetro. Un’azienda situata nella frazione di Ponte a Elsa che ha chiesto lo stop La variante urbanistica in questione è quella denominata EmpoliFaImpresa e che risale al novembre dello scorso anno. Una variante contro la quale, l’azienda che si trova alla periferia della città ha deciso di fare ricorso. 
 
La Antonini Srl si trova a Ponte a Elsa ed è un’azienda presente sul territorio da oltre 70 anni. Ha iniziato la sua attività come impresa costruttrice di utensili e piccole attrezzature per la lavorazione manuale e semi-automatica del vetro. Col passare degli anni si è specializzata nella costruzione di tunnel per la ricottura e decorazione del vetro cavo, acquistando prestigio a livello locale e nazionale. L’azienda ha la necessità di espandersi per ampliare la struttura e aumentare la produzione. Ma le tempistiche della nuova variante non glielo permettono, bloccando così la possibilità di fare investimenti sul territorio.
 
Lo stop ha così spinto l’azienda a fare ricorso contro il Comune di Empoli che ha promosso la variante, ma anche alla Città Metropolitana e alla Regione Toscana che a questa variante hanno dato l’ok, per chiedere che il provvedimento sia annullato.
 
Non si tratta del primo ricorso che viene fatto nei confronti della variante urbanistica in questione. A prendere posizione contro la stessa è stato anche un gruppo di cittadini, abitanti nella zona di Carraia, che hanno deciso di opporsi per un motivo diametralmente opposto. Ovvero l’espansione di un’azienda che si trova in quella specifica zona industriale. Un gruppo di persone che è arrivato addirittura a costituire un’associazione di Carraia e Pratovecchio per opporsi alla costruzione di quella che loro avevano ribattezzato come una “Carraia 2”. Il motivo, un terreno agricolo destinato a verde pubblico da trasformare in un insediamento artigianale che a detta dell’associazione avrebbe prodotto maggiori emissioni chimiche e anche più rumore.
 
La paura era quella di vedere la zona ricoperta da capannoni. Una preoccupazione dei cittadini che andava avanti da tempo tanto che erano stati fatti alcuni incontri tra l’Amministrazione e i cittadini stessi per parlare della questione. Incontri che però non avevano avuto buon esito. Da qui la decisione di portare le proprie ragioni fino al Tar. 

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