Il Tirreno

Empoli

Furti nei saloni di bellezza, arrestati tre giovani marocchini - Video

Un fotogramma del video ripreso dalla telecamera di sorveglianza
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Un fotogramma del video ripreso dalla telecamera di sorveglianza

I carabinieri sono risalitia ai presunti autori, residenti nel Pisano, grazie alle immagini delle telecamere di uno dei negozi: agivano a volto scoperto

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EMPOLI. I carabinieri di Empoli hanno arrestato nella mattinata di oggi, 18 febbraio, tre giovani marocchini (due ventunenni e un ventenne) ritenuti responsabili di tre furti avvenuti l'8 e il 9 gennaio ai danni di altrettanti saloni di bellezza gennaio. Ai tre, residenti a San Miniato, Pontedera e Cascina, è stata notificata un'ordinanza di custodia agli arresti domiciliari firmata dal gip Federico Zampaoli si richiesta del sostituto procuratore Gianni Tei.

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I tre, già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici, spiegano i carabinieri, avevano svaligiato in orario notturno tre saloni di bellezza sottraendo, in tutti i colpi, pochi spiccioli ma provocando ingenti danni agli arredi e alle porte d’ingresso, tutte sfondate a calci. I carabinieri hanno quindi cercato di ricostruire le azioni partendo dai filmati di videosorveglianza di uno dei negozi e acquisendo poi informazioni dai testimoni degli altri episodi.

Probabilmente ignari del fatto di essere ripresi dalle telecamere, i tre giovani, che avevano agito a volto scoperto, avevano attuato i colpi in poco più di un minuto: mentre uno dei tre sfondava la porta, gli altri facevano da palo e poi, una volta procurato il varco, uno restava fuori in avvistamento e due entravano prendendo quanto possibile, prima di allontanarsi velocemente.

I militari hanno individuato la banda grazie ai capi di abbigliamento, alle foto segnaletiche dei giovani, tutti già schedati, e alla conoscenza personale di alcuni di loro. Una volta raccolti gli indizi, gli investigatori hanno inviato una relazione in Procura e sono state disposte le perquisizioni nei confronti degli indagati, perquisizioni che hanno consentito di trovare parte della refurtiva (oltre ai soldi erano stati asportati piastre elettriche e phon per capelli, insieme a borselli e cassette di sicurezza). A rafforzare il quadro accusatorio si è aggiunta poi un'impronta digitale che è stata attribuita a uno dei tre giovani. Sono stati sequestrati i telefoni cellulari e i vestiti indossati la sera dei fatti.

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