Il presidio
La “Befanata lirica” tra genitori bulli e matrimonio reale
VINCI. La “Befanata lirica” è ritornata, identica nelle forme ma diversa nei temi prescelti, non più soggetti e argomenti di carattere locale bensì nazionali, a rallegrare e divertire la vigilia dell’Epifania. Una tradizione rinnovata che dopo essere stata studiata e censita ha ottenuto il riconoscimento di patrimonio nazionale da parte della Rete italiana di cultura popolare, istituzione fondata e per anni presieduta dal professor Tullio De Mauro.
Alla casa del popolo di Faltognano si è ripetuto l’antico rito. Tre befanari, tre poeti toscani a braccio, a rappresentare tre diverse generazioni (Realdo Tonti, Marzio Matteoli e Fabrizio Ganugi), hanno cantato su temi e personaggi proposti e sorteggiati dal pubblico per decretare le Befane dell’anno. Gettonatissimo il tema governativo declinato su vari argomenti (dalla manovra economica, al problema dell’emigrazione, ai rapporti con l’Europa) con Salvini personaggio di spicco, chiamato a contrastare con interlocutori diversi, indicati nel sorteggio effettuato nelle figure di Di Maio e Conte, sul tema dei rapporti nell’ambito della compagine governativa. I contrasti più applauditi, quasi un ex-aequo, hanno tuttavia riguardato altri due temi diversi. Con il primo è stato suggerito alla Befana (ovvero ai tre poeti) di spiegare il perché i genitori vanno sempre più spesso a scuola per “picchiare” i professori. L’altro è stato il matrimonio reale del principe Harry e e la duchessa Meghan Markle. —
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