Villa medicea patrimonio Unesco, a gennaio il recupero delle cantine - Foto
Al via i lavori a Cerreto Guidi per riaprire gli spazi grazie alla Regione, ma il numero dei visitatori è molto più basso rispetto alla vicina Vinci. La direttrice: «Purtroppo siamo decentrati»
CERRETO GUIDI. Cantine medicee di nuovo agibili e a disposizione per eventi culturali o legati al territorio. Grazie a un finanziamento della Regione i locali sotto la maestosa villa di Cerreto Guidi, patrimonio Unesco, saranno di nuovo fruibili. Questo è solo uno dei progetti che ruotano intorno a questo patrimonio dell’umanità su cui si stanno portando avanti azioni per promuovere la visita in questa residenza estiva della famiglia fiorentina, Che però sconta ancora il fatto di essere decentrata.. Infatti gli ingressi alla villa, conteggiati ma gratuiti, sono circa 28mila all’anno mentre nella collina di fronte, quella di Vinci, il museo Leonardiano riesce a totalizzare oltre 200mila ingressi (con la Casa natale di Anchiano e la villa del Ferrale).
Ed è proprio la direttrice della villa, Cristina Gnoni Mavarelli, che spiega come «più volte è stato affrontato questa problema con i Comuni. L’idea era quella di far partire delle navette da Empoli». Di fatto, però, al momento arrivano, per la maggior parte, solo visitatori muniti di auto. Ed è un peccato perché nella residenza sono esposte oltre trecento opere.
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Negli ultimi anni le iniziative tese a promuovere questa villa non sono mancate. A partire dall’ultimo intervento della Regione, che inizierà a gennaio 2019. «Verranno spesi 150 mila euro per recuperare la parte delle cantine che ora non è accessibile - spiega la direttrice - per quanto riguarda gli allestimenti, alla villa è stato dato il carattere di una residenza medicea perché lo Stato è entrato in possesso di questo bene nel 1998 e all’epoca era completamente vuoto».
All’interno ora c’è un museo della caccia. Ma per la direttrice questo termine è riduttivo e vorrebbe cambiarlo. Perché è vero, nei due piani di villa, ci sono armi e balestre ma anche molto di più. «Abbiamo 45 ritratti dei Medici, da Cosimo ad Eleonora. Poi maioliche, bronzi e altri dipinti. E poi arazzi chiamati panni. All’interno è stato esposto una parte del lascito Bardini che conta in tutto cinquemila pezzi - spiega ancora la direttrice - La parte più importante è qui con cassoni del Quattrocento e mobili. Non solo: sempre grazie alla collezione è stata allestita anche una sala islamica e nella parte delle cantine ci sono anche reperti romani, sarcofaghi e bassorilievi. Il resto del lasciato si trova a Firenze nel palazzo Mozzi Bardini».
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E aggiunge Gnoni Mavarelli: « Nella scelta delle opere per l’allestimento abbiamo scelto i pezzi con l’idea di rimanere il più fedeli possibili a quello che riportavano gli inventari della villa alla fine del Settecento», lo stesso periodo in cui la residenza venne venduta dai Lorena. Al secondo piano sono esposte anche sculture antiche e c’è anche una cappella della fine del Settecento .
Tra gli altri interventi volti alla promozione di questo luogo unico, è stato fatto un lavoro anche sulla segnaletica con la Regione. E con l’Unesco ci sono progetti per un sito web comune e per organizzare visite nelle ville e giardini che fanno parte di questo circuito. E sono: Villa di Careggi,Villa di Castello, Villa della Petraia, Giardino di Boboli, Villa del Poggio Imperiale a Firenze, Villa di Cafaggiolo a Barberino di Mugello, Villa de Il Trebbio a San Piero a Sieve, Villa Medici di Fiesole, Giardino di Pratolino a Vaglia, Villa di Poggio a Caiano, Villa di Artimino a Carmignano, Palazzo di Seravezza, Villa La Magia a Quarrata. —
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