Meteo
Lettere dei certaldesi al medico che va in pensione
Lunedì sarà l’ultimo giorno di lavoro per Calosi che aprì il suo primo studio nel 1980 sulle orme del padre: «Esempio di professionalità e umanità»
certaldo. Saluterà i tanti pazienti e amici lunedì, ultimo giorno di lavoro come medico di famiglia dall'ormai lontano 1980. A 68 anni Gabriele Calosi, medico di famiglia, certaldese doc, si appresta a godersi la sua meritata pensione. Nato a San Gimignano il 2 settembre, laureato in medicina e chirurgia a Siena nel 1977 decise fin dagli studi adolescenziali di continuare la tradizione di famiglia, quella di medico, cominciata da suo padre Carlo Alberto.
Il primo passo del suo importante percorso per la comunità certaldese comincia nel 1980 quando proprio sotto casa in via Trieste: un piccolo studio con il quale coronò un grande sogno. E in poco tempo iniziarono ad arrivare anche le prime richieste di sostituzione di medici già affermati per quello che nel corso del tempo si è rivelato un pilastro per Certaldo, una figura impegnata nel mondo dell'associazionismo e nella politica. Il passaggio successivo avvenne con i medici associati, oltre al supporto al reparto di radiologia a Castelfiorentino. Riunire tutti i medici sotto lo stesso tetto, quell’obiettivo chiamato Casa della Salute, adesso in piazza della Libertà in attesa della sua realizzazione completa in piazza dei Macelli. Socio onorario e fondatore del Lions Club Certaldo Boccaccio, assieme ad altri prestigiosi incarichi, adesso il dottor Calosi nel suo studio alla Casa della salute in piazza della Libertà, sta ricevendo centinaia di pazienti, dispiaciuti per questo passaggio ma felici allo stesso tempo di ringraziare il medico che per anni si è interessato a loro e che in questi giorni sta ricevendo tante lettere di ringraziamento. Come quella della famiglia Monti: «Vedo in te un professionista e soprattutto un uomo eccezionale che anche nei momenti difficili per i pazienti ha dato il meglio, con grande professionalità ed umanità». Non solo lettere ma anche targhe, come quella della famiglia Bertolini e Gronchi: «Il tempo passa ma i ricordi restano, un grazie infinito». —
G.B.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
