Il Tirreno

Empoli

tra empoli e firenze 

Assolto dopo un processo, scrive al cardinale per riavere il lavoro

L’uomo, che aveva lavorato alla Caritas, è stato accusato di molestie sessuali  Ora chiede di poter ottenere una nuova opportunità 

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EMPOLI. Nel 2016 perse il lavoro presso una onlus facente capo alla Caritas fiorentina per un'accusa di violenza sessuale, dalla quale è stato assolto lo scorso giugno. Era due anni che aveva la mansione di aiuto cuoco ma, alla fine del periodo di contratto, venne accusato da una collega di lavoro.

Adesso il suo avvocato, Niccolò Morelli, ha inviato una lettera al cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, per chiedere che il suo assistito, un 58enne immigrato africano, che abita a Empoli, possa riavere il suo lavoro.

Dal 2014 al 2016 l'uomo è stato dipendente della Solidarietà Caritas onlus, lavorando come aiuto cuoco presso la Foresteria Pertini a Firenze. Secondo quanto spiegato dall'avvocato fiorentino, nel 2016 al 58enne, accusato di violenza sessuale e percosse verso una collega di lavoro, non fu rinnovato il contratto in scadenza per motivi di opportunità nonostante un'indagine interna non avesse confermato le accuse. Tra l’altro l’immigrato aveva avuto la promessa, afferma sempre il suo legale, che sarebbe stato assunto a tempo indeterminato in caso di assoluzione.

Nel giugno del 2018 il tribunale di Firenze, accogliendo la richiesta del pubblico ministero e della difesa, ha assolto il 58enne da tutte le accuse, con la formula “perché il fatto non sussiste”.

Nei mesi successivi l’immigrato si è recato alla Caritas per chiedere di essere nuovamente assunto, senza ottenere però risultati. «Senza risposta- spiega l'avvocato - è rimasta anche la lettera che è stata inviata lo scorso ottobre alla Caritas». Per questo, il 20 dicembre il legale ha inviato una lettera appello al cardinale Betori per chiedere, si afferma nel documento, che al suo assistito venga concessa “una nuova opportunità”.

«Sono state celebrate varie udienze in cui hanno deposto numerosi testimoni, i quali, tramite le loro testimonianze - racconta l’avvocato - hanno consentito di dimostrare l’assoluta insussistenza delle accuse, contraddittorie e prive del benchè minimo riscontro. Il gesto di riassumerlo renderebbe finalmente giustizia a quest’uomo, dichiarato innocente dal tribunale, ma attualmente disoccupato a causa di quelle accuse infamanti». —



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