Il Tirreno

Empoli

l’appello tra economia e politica 

«Ritrovare l’unità per non diventare periferia di Firenze»

L.A.
«Ritrovare l’unità per non diventare periferia di Firenze»

Rossi (Cgil) si preoccupa per il deficit delle ore lavorate  e lancia l’idea di una forza di sinistra in vista delle elezioni 

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EMPOLI. Il suo cuore è rosso (si dichiara comunista non pentito e orgoglioso di esserlo) e azzurro perché, pur lavorando a Lucca come responsabile della Camera del lavoro, non rinuncia a parlare di Empoli dove ha svolto lo stesso incarico. E qui, nella sua terra, sono anche le sue preoccupazioni.

Rossano Rossi non è ottimista sul 2019. «Purtroppo - spiega - vedo anche qui un quadro con toni chiaroscuri, ci sono alcuni segnali positivi ma il saldo delle ore lavorate è ancora in deficit.Per non parlare delle condizioni dei lavoratori che vivono una condizione di sfruttamento. Siamo di fronte al lavoro povero, cioè chi lavora è comunque povero perché non guadagna abbastanza».Per Rossi, oltre alla mancanza di infrastrutture, manca anche un’altra cosa fondamentale, pietra fondante del successo di questa area. «A Empoli c’è stata prosperità - spiega - perché c’era un gruppo dirigente (imprenditori, sindacalisti e politici) che, pur nella diversità, portava avanti un disegno unitario con attaccamento al territorio che ora manca assolutamente». «Oggi ognuno è attaccato al suo settore con dinamiche verticali e non è proiettato affatto sul locale - va avanti - ognuno pensa al suo pezzettino per cui noi siamo diventati periferia di Firenze, inseriti in un’area metropolitana che non funziona. Ecco perché la prospettiva del Comune unico poteva aiutare ma nessuno l’ha voluto. Così restano i campanili e i problemi». Dall’analisi dell’economia e della dimensione in cui è finita Empoli, alla politica e alle prossime elezioni, il passo è breve. E anche qui le preoccupazioni sono forti. «Vedo derive razziste e fasciste - dice Rossi - le responsabilità maggiori sono quelle di chi ha creato queste condizioni, in primis il governo Renzi. E mi dispiacerebbe che questa ondata nerogialla arrivasse anche da noi». E allora «bisogna fare come nel secondo governo Badoglio quando, di fronte al pericolo fascista, venne fatto un governo di unità nazionale». Rossi vede una forza di sinistra accanto allo schieramento già in campo per il bis della sindaca Brenda Barnini (da lui più volte attaccata). Un raggruppamento che deve «comunque mettere in campo alcuni punti in nettà discontinuità con la giunta attuale sui servizi pubblici, sulla sanità e sul lavoro». —

L.A.

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