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Rapinato e sequestrato in casa a 80 anni da tre banditi con lo spray al peperoncino
Cercavano la cassaforte: «Hanno minacciato di uccidermi e poi mi hanno rinchiuso in una stanza». In fuga con 1.200 euro
EMPOLI. Gli hanno spruzzato lo spray urticante negli occhi, per poi spaccare tutto a calci a pugni: quadri, vetri e porte. Volevano la cassaforte. Che non c’era. Alla fine hanno messo insieme un bottino di 1. 200 euro in contanti, hanno rinchiuso l’ottantenne in una stanza e se ne sono andati, lasciandosi alle spalle una villa devastata e un uomo solo e terrorizzato da quello che nei piani della banda probabilmente doveva essere un furto e che si è trasformato in una rapina.
Antonio Falai vive con il figlio a in via Senese Romana a Molin Nuovo. Giovedì sera, intorno alle 19, è uscito per andare in farmacia. E quando è tornato è piombato in un incubo: «Ho aperto la porta e uno di loro ha spruzzato lo spray al peperoncino: è stato terribile. Gli altri due mi hanno preso alle spalle e mi hanno spinto in casa. Gridavano, spaccavano tutto, volevano la cassaforte ma io non ce l’ho».
La sua risposta non è piaciuta ai banditi. Uno di loro ha impugnato anche un seghetto trovato in caso e ha minacciato di morte Antonio: «Sono entrati forzando una porta laterale e rompendo il vetro. Quando sono rientrato, la casa era già completamente sottosopra: l’avevano già girata tutta». Senza però trovare né soldi né oggetti di valore. E allora hanno cambiato il loro piano: hanno aspettato che l’anziano rientrasse, per rapinarlo.
«Me ne hanno dette di tutti i colori – racconta Antonio, ancora sotto choc –. Quando si sono resi conto che avevo il cellulare, me l’hanno preso dalla tasca e l’hanno spezzato in due». Poi hanno afferrato Antonio e lo hanno portato in giro per tutte le stanze, abbattendo una porta dopo l’altra, con una violenza inaudita, per convincerlo a rivelare dov’era la cassaforte.
Quando si sono resi conto che effettivamente non c’era, e forse anche preoccupati per il possibile ritorno del figlio dell’anziano, si sono “accontentati” di 1. 200 euro in contanti.
«Dopo che ho consegnato i soldi che avevo in casa, mi hanno portato di peso in una stanza, dicendomi di non muovermi, altrimenti mi avrebbero fatto del male. Hanno chiuso a chiave e se ne sono andati».
Falai ha atteso qualche minuto. Poi è uscito da una porta-finestra: «Ma non potevo neanche chiedere aiuto, non ho il telefono fisso e il cellulare era spezzato. Sono salito in macchina e sono andato da un vicino. Tra l’altro, nella confusione, sono anche finito in una fossa con l’auto. Sono riuscito a tirarla fuori con l’aiuto dei carabinieri», che poi l’hanno riaccompagnato a casa.
E lì, i militari della compagnia di Empoli, dopo aver raccolto la testimonianza, hanno effettuato i rilievi, per cercare eventuali tracce lasciate (insieme ai danni per migliaia di euro) dai banditi. —
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