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Casa Sartori diventa... bio Produrrà metano dai rifiuti
Un investimento da circa 25 milioni per riconvertire entro il 2020 l’impianto L’organico sarà “digerito” e realizzerà compost e gas con zero emissioni
MONTESPERTOLI. Un impianto di trattamento rifiuti destinato a diventare unico nel suo genere. È stato presentato ieri a Montespertoli, dall’amministratrice delegata di Alia SpA, Alessia Scappini, e dal presidente, Paolo Regini, il progetto preliminare per la realizzazione di una nuova sezione di digestione anaerobica per il trattamento dei rifiuti organici che andrà ad efficientare l’attuale impianto di compostaggio di Casa Sartori. Un investimento cospicuo, da 25 milioni di euro, che se il cronoprogramma viene rispettato andrà a regime nel 2020.
Si tratta, in sostanza, di un ammodernamento tecnologico del già presente impianto di compostaggio, che diventerà ancora più efficiente, migliorando le opportunità di riciclo dei rifiuti organici e biodegrabili, producendo carburante pulito, senza emissioni. Grazie al biodigestore, i rifiuti organici differenziati nelle case, attraverso un avanzato processo produttivo, saranno trasformati in biometano, con benefici per la qualità dell’aria e dell’ambiente. La digestione anaerobica è un processo biologico naturale, per mezzo del quale, in carenza di ossigeno, la sostanza organica viene trasformata in biogas.
L’impianto, oltre al compost di alta qualità utilizzato come fertilizzante in agricoltura, produrrà appunto il biometano, biocarburante pulito e completamente rinnovabile. Tutta la procedura avverrà al chiuso, in ambiente sigillato, senza quindi produrre emissioni in atmosfera. Il progetto prevede l’immissione del biometano nella rete nazionale Snam Gas tramite il punto di consegna posto sulla strada provinciale Valdorme. Il materiale “digestato” prodotto durante la fase anaerobica che ha dato origine al biogas, miscelato con sfalci e potature, viene avviato alla fase di compostaggio per dare vita al compost.
Naturalmente, per migliorare l’efficienza del trattamento del ciclo dei rifiuti non può bastare soltanto l’impiantistica, ma è necessario anche aumentare ulteriormente la qualità della raccolta differenziata sul territorio, che a Montespertoli viaggia con numeri già sopra la media nazionale.
«Stiamo parlando di un impianto che, una volta completato l’adeguamento, sarà il più grande in Italia con questo tipo di tecnologia – sottolinea Alessia Scappini, amministratrice delegata della società di gestione dei servizi ambientali della Toscana centrale – Avrà una capacità di trattamento di 165.000 tonnellate all’anno di rifiuti organici e biodegradabili, produrrà oltre 25.000 tonnellate di compost; circa 11 milioni Nm3/anno di biometano, aventi una potenziale energia di 100 milioni di kilowatt all’anno».
«L’opera costerà circa 25 milioni di euro – prosegue Scappini – L’iter progettuale è in fase avanzata e quello autorizzativo è in via di espletamento negli uffici della Regione Toscana. Se tutto procede secondo la nostra tabella di marcia, la messa in esercizio è prevista entro il 2020”.
Così, fra circa 2 anni, Casa Sartori si trasformerà in un impianto ad impatto zero, venendo anche incontro alle istanze del territorio. E sfruttando risorse che sarebbero andate buttate, come i rifiuti. —
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