Il presidio
Spaccate seriali, ladro ferito durante l’assalto e arrestato
Stavolta sfonda la vetrina del ristorante l’Argonauta e si rifugia nell’ex Montevivo In trappola grazie a telecamere e tracce di sangue. Prosegue la caccia all’altra banda
Uno, il ladro solitario (che in un’occasione ha agito con un complice improvvisato) è stato arrestato poche ore dopo l’ennesimo assalto. Gli altri potrebbero presto finire in trappola. La polizia inizia a chiudere il cerchio intorno ai responsabili delle tredici spaccate ai danni di bar e negozi avvenuti con una frequenza impressionante in meno di due mesi.
Il ladro solitario è entrato in azione ieri, intorno alle 2.40. Ha scagliato una pietra contro la vetrata del ristorante l’Argonauta di viale Petrarca a Empoli, mandandola in frantumi. Poi ha fatto irruzione all’interno, ferendosi a una mano e lasciando tracce di sangue ovunque.
Ha sradicato la cassa (con 700 euro), ha rubato alcune bottiglie di birra ed è fuggito. Ma tutta la scena è stata filmata dalle telecamere della videosorveglianza, che l’hanno ripreso anche in volto. Sul posto sono arrivati gli agenti delle volanti, della scientifica e dell’anticrimine del commissariato, che hanno visionato le immagini e si sono messi subito a caccia del ladro. E l’hanno trovato, poche ore dopo in una tenda da campeggio nell’area dell’ex fabbrica di additivi chimici Montevivo, in via del Pratignone a Ponzano.
Aveva ancora con sé alcune banconote (per un totale di cinquanta euro), oltre a una quindicina di euro in monete sporche di sangue, come le sue mani. Ma non aveva più i vestiti indossati per il colpo: si era cambiato.
Così gli agenti hanno perlustrato il percorso che presumibilmente aveva fatto dal ristorante al rifugio: e lungo l’Orme hanno trovato gli abiti sporchi di sangue, mentre la cassa l’aveva abbandonata non distante dall’Argonauta.
A quel punto sono scattate le manette per Gabriele Cirillo, 20 anni, di Poggibonsi, che era già destinatario di un foglio di via per tre anni da Empoli, emesso lo scorso 11 novembre, dopo che quattro giorni prima – insieme a un complice di origine georgiana – aveva messo a segno un furto con spaccata in un negozio di abbigliamento in via Roma, gestito da una famiglia cinese: i due avevano infranto la vetrina con un sasso, prelevando 300 euro dalla cassa.
Anche in quell’occasione a incastrare il giovane sono state sia alcune immagini di videosorveglianza sia i tagli sulle mani causati dai vetri rotti durante la spaccata. Tuttavia la denuncia e il foglio di via non sono stati sufficienti a farlo desistere dal tentare nuovi assalti e così stavolta è finito in carcere a Sollicciano.
Ma le indagini a suo carico proseguono, perché gli inquirenti guidati dal dirigente Francesco Zunino sospettano che possa essere il responsabile di altri colpi, spinto dalla necessità di mettere le mani anche su pochi spiccioli per comprarsi la droga.
Contemporaneamente proseguono gli accertamenti su altri 5-6 episodi avvenuti nel cuore della città, con modalità simili ma non identiche, probabilmente opera di una banda che per settimane ha seminato danni e paura tra i commercianti empolesi. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
