Il Tirreno

Empoli

testimonianze alla calamita 

Gli studenti e il lavoro nei campi confiscati

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fucecchio. Un’esperienza di vita di quelle che difficilmente si dimenticano. Studenti e insegnanti dell’Istituto Checchi di Fucecchio che la scorsa estate, durante la settimana contro la camorra, sono stati nei campi di lavoro di Don Pino Diana, hanno spiegato bene cosa significhi operare nei luoghi dove imperversano le grandi organizzazioni malavitose.

Sui terreni confiscati alla camorra, gli studenti fucecchiesi, grazie al progetto sulla legalità di Libera e grazie al finanziamento del Comune, hanno vissuto un momento di crescita molto particolare del quale hanno parlato nell’auditorium La Calamita (incontro promosso da Informagiovani e Centro Giovani “Sottosopra”). Presenti anche il sindaco Alessio Spinelli, la vicesindaca Emma Donnini, l’assessora Antonella Gorgerino e la dirigente dell’istituto Checchi, Barbara Zari, oltre al referente di Libera Pisa, Francesco Donnici, che ha coinvolto gli studenti con riflessioni sulle attività dell’associazione Libera e sui beni confiscati alla mafia che in Toscana sono più di 200. «La Toscana – sottolinea Gorgerino – non è terra di mafia ma la mafia in Toscana c’è. Questo dato viene oggi confermato dall’osservatorio regionale per la legalità. L’adesione ad Avviso Pubblico e al presidio intercomunale di Libera sono azioni importanti che l’amministrazione compie a sostegno di chi si batte in favore della legalità anche nei luoghi più difficili di questo paese. Crediamo fortemente nel progetto che vede la partecipazione dei nostri studenti ai campi di lavoro e intendiamo finanziarlo anche per i prossimi anni». –



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