Il Tirreno

Empoli

Suore e associazioni regalano il Natale: pranzo gratis per 100 persone

Marco Sabia
Da sinistra suor Maria Teresa, suor Teresa, suor Lucia e Graziano Pellegrini (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Da sinistra suor Maria Teresa, suor Teresa, suor Lucia e Graziano Pellegrini (Foto Agenzia Carlo Sestini)

A Sovigliana le Orsoline coinvolgono casa del popolo, Comune, Auser e Misericordia: «Farà bene a loro e anche a noi»

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VINCI. Dici Natale e pensi al pranzo in famiglia, a quel tavolo pieno di parenti festanti e chiassosi. Una giornata dedicata al microcosmo familiare, dove si riscopre la gioia dei momenti senza pensieri. Ma non per tutti è così: c’è chi lavora e c’è anche chi non ha nessuno, per un motivo o per un altro.

Chi lavora “sopporta” il sacrificio; ma per chi è solo, per chi non ha una famiglia, il giorno di Natale diventa ancora più triste degli altri, perché mentre gli altri si divertono tu sei lì a mangiare qualcosa, tristemente da solo. Ma se c’è chi non ha con chi passare il Natale, c’è anche chi ha la voglia di mettere il proprio Natale a disposizione, organizzando un pranzo per chi non ha nessuno, per chi è anziano e non ha figli e deve fare i conti giornalmente con la solitudine del tempo che avanza.

A Sovigliana, nella casa delle Suore Orsoline, il prossimo 25 dicembre sarà un giorno speciale: suor Lucia, suor Teresa e suor Maria Teresa offriranno ad un massimo di cento persone un Natale in compagnia, grazie anche alla collaborazione delle associazioni locali. La casa del popolo offrirà il pranzo, il Comune le bevande, la Misericordia di Vinci il materiale per apparecchiare, mentre l’Auser Filo D’Argento sta già facendo il passaparola fra gli anziani, come sottolinea il volontario Graziano Pellegrini, pittore che nei locali dell’asilo delle suore organizza un corso di pittura. L’Auser di Empoli, tra l’altro, già organizza il “Pranzo Insieme”, mettendo a tavola ogni giorno una trentina di anziani, con pietanze cucinate da altri anziani, i volontari dell’associazione. D’altronde, come diceva Gianni Rodari «se ci diamo una mano i miracoli si faranno e il giorno di Natale durerà tutto l'anno».

Ora, organizzare un pranzo non significa fare un miracolo.

O forse un po’ lo è, perché restituire un pizzico di gioia a chi trascorre il giorno più “celebre” da solo è un piccolo-grande miracolo, fatto col sudore e la passione tipiche dell’animo umano. La cinquantenne suor Lucia è arrivata a settembre a Sovigliana e si sta impegnando per rivitalizzare gli spazi di questa struttura. E spiega il perché di questa scelta: «Ho pensato di fare qualcosa per chi non ha nessuno, sulla base anche delle mie esperienze passate. Si tratta di riscoprire il vero Natale, quello in famiglia, perché questo sarà. Fa bene a queste persone ma fa bene anche a noi: ti stanchi tanto ma quando tutto è finito sei soddisfatto di aver dato una mano a chi ha meno di te».

Suor Lucia, poi, racconta che una volta queste iniziative “offrivano affetto” agli anziani e agli immigrati. Oggi, invece, è aumentata la percentuale di italiani e di persone più giovani, come disoccupati di 50 anni. Si tratta, principalmente, di uomini. Soli, come nella famosa canzone dei Pooh. Il pranzo è aperto fino ad un massimo di 100 persone ed è obbligatorio prenotarsi (al 333 7232736 entro il 5 dicembre). Per far sì che il pranzo si tenga anche molte realtà locali hanno contribuito, donando delle somme. Il pranzo di Natale sarà completamente gratuito. E poi la solidarietà e l'empatia non hanno prezzo. —


 

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