Il Tirreno

Empoli

lavoro 

Altro che Black Friday, un esercito in coda col sogno di fare l’impiegato comunale

Marco Pagli

In 551 alla preselezione, ne saranno assunti 3: «È durissima ma siamo condannati a vivere di bandi e concorsi»

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. Sembra uno scherzo del destino. È il venerdì nero, Black Friday lo chiamano oltre oceano. Il giorno in cui – ormai ci hanno abituato così – ogni ressa assume una sfumatura particolare, quella dell’attesa per un acquisto. E invece quella che si muove, quasi fosse una Pangea, di fronte ai cancelli dell’istituto Fermi di Empoli niente ha a che vedere con tutto ciò. Non ci sono vetrine, niente schermi piatti o vestiti firmati. La fila per entrare in una delle 48 aule predisposte per l’occasione non emana odore di shopping. È altro ciò che si respira nell’aria. Quello che abita dentro ciascun soldato di questo esercito di 551 aspiranti impiegati comunali è il sogno di un posto fisso. Addio salti mortali, addio incertezze e tanti cari saluti ad un presente di agenzie interinali e le faremo sapere. Prospettive, aspirazioni, speranze che nemmeno il cielo scuro sopra via Bonistallo riesce a rendere meno attraenti. Non piove più quando gli ingranaggi della preselezione, imposta dall’alto numero di candidati al concorso comunale per l’assunzione di tre istruttori amministrativi, si mettono in moto.

Gli iscritti erano 1.130, ieri se ne sono presentati la metà: alle tre e mezzo del pomeriggio si aprono i cancelli, alle quattro iniziano le operazioni di registrazione, intorno alle cinque e mezzo comincia la prova. L’esercito di candidati deve essere scremato e arrivare a contare non più di 100 unità, in vista delle prove d’esame vere e proprie che si terranno il 3 e 4 dicembre alla Vela di Avane. Il collo dell’imbuto è un quiz a crocette sulle materie previste dal bando. Una lotteria che alla fine della giornata porterà in dote un bacio – e non importa se la dea sarà bendata o meno – ai cento ammessi e che lascerà ancor più l’amaro in bocca agli oltre 400 che invece non ce l’hanno fatta. Ma tant’è. Servirebbero basi di statistica per assegnare a ciascuno di loro la probabilità di centrare l’obiettivo. I posti sono tre e a tempo indeterminato, ma uno è assegnato con riserva prioritaria ad appartenenti alle forze armate e un altro al personale interno del Comune di Empoli. In definitiva per la pancia della balena ne rimane uno solo. Tuttavia, tra gli aspiranti in fila ai cancelli dell’istituto non serpeggia la rassegnazione. Un po’ di fatalismo, semmai. Ma in cuor proprio, ognuno ci crede. Capire i perché non è facile. Molti non vogliono parlare e anche una foto diventa un tabù. Il nome, solo quello di battesimo. Mentre sull’età le remore scompaiono. Il narcisismo non è di casa qua. «Sono in cerca della prima occupazione – racconta Silvia, 22 anni da Sesto Fiorentino – ho tentato il concorso a Firenze, ma non sono entrata. Anche qui sarà difficile perché praticamente c’è un solo posto per più di 500 candidati. Già passare la preselezione sarebbe una bella fortuna».

Il viaggio di Manuel, 29 anni, è cominciato ancora prima. Viene da Grosseto e anche per lui quello di Empoli non è il primo concorso. «Finora sono stato sfortunato – dice – in alcuni casi sono andato davvero vicino al posto. Ma non perdo la speranza. Io un lavoro ce l’avrei, ma è precario». Non può dire lo stesso Damiano, 26 anni di Empoli. Un diploma di liceo scientifico in tasca, ma nessun contratto. «Sono alla ricerca di lavoro – afferma – ma senza qualifiche specifiche è difficile. Sto battendo tutte le strade e adesso provo anche il mio primo concorso pubblico, dopo aver sostenuto diversi colloqui. Effettivamente le probabilità sono poche, ma sono ottimista: spero di rientrare nei cento per poi giocarmela». Poco distante dall’ingresso dell’istituto scolastico c’è una storica pasticceria. In questo umido pomeriggio di novembre viene presa d’assalto dai partecipanti al concorso. Qualcuno ripassa gli appunti, altri si confrontano in gruppo. Strette di mano, saluti, un po’ di ansia affiorante. «Io arrivo da Pontedera – attacca decisa Serena, 39 anni – lavoro da tre anni nel Comune di Piombino a tempo determinato e da settembre prossimo non possono più rinnovarmi il contratto. Il bello è che proprio stamani ho affrontato un altro concorso pubblico, proprio a Piombino. Purtroppo nel pubblico se entri a termine è difficilissimo essere stabilizzati e allora viviamo di bandi e prove di selezione». —

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