Il presidio
Pugno al controllore sul bus bloccato con lo spray urticante
Caos per un biglietto sulla linea Empoli-Vinci, protagonista un migrante di 19 anni Il dipendente Copit: «Serve più sicurezza, anche con le forze dell’ordine a bordo»
EMPOLI
Ha il biglietto, il controllore glielo timbra e glielo restituisce. Ma lui si inalbera, inizia ad offenderlo pesantemente. Poi l’altro controllore gli scatta una foto. Il migrante, un richiedente asilo del Gambia di 19 anni, risponde tirando fuori il suo telefono e riprendendo a sua volta con un video il controllore. Che se ne accorge, si mette una mano davanti al viso per non farsi riprendere e il passeggero per tutta gli risposta gli sferra un pugno al petto, che lo fa cadere all’indietro e urtare uno dei sedili prima di finire a terra. Poi arriva l’autista, che nel frattempo ha fermato l’autobus all’altezza di Mercatale, per soccorrere il collega a terra. Il 19enne, però, non ne vuol saper di calmarsi e se la prende anche col conducente. A quel punto l’altro controllore tira fuori lo spray al peperoncino e lo spruzza al volto del richiedente asilo, che si placa. Intanto i 10 passeggeri scendono, per evitare il contatto con la sostanza. Interviene il 118, che porta al pronto soccorso il controllore, che esce dal San Giuseppe con 5 giorni di prognosi per traumi alla spalla destra e ecchimosi sul torace. E intervengono anche i carabinieri, per ristabilire l’ordine.
L’episodio è accaduto giovedì scorso, intorno alle 17. 20 sulla linea 49 Empoli–Vinci della Copit. Ed è stato reso noto da alcuni esponenti sindacali di Cgil, Uil e Cisal, insieme ai referenti del centro di accoglienza di Toiano dove il ragazzo era ospite fino al 19 ottobre. Il migrante, che ha ottenuto un permesso di soggiorno per motivi umanitari, avrebbe diritto alle misure dello Sprar. Però nei fatti non ha ancora ricevuto comunicazione del luogo dove troverà accoglienza, per cui si trova in una situazione di limbo: non può tornare al Cas di Toiano ma non sa dove andare.
Il controllore aggredito, invece, si chiama Mauro Baglioni ed è di Chiesina Uzzanese. Ha 53 anni e da 10 fa il controllore (e da 23 l’autista). È un delegato della Cgil pistoiese, che giovedì era a bordo dell’autobus insieme a Stefano Chiappi, empolese e delegato Uil.
Chiappi che è stato quello che ha scattato la foto e che ha usato lo spray al peperoncino. La loro vicenda è sintomatica: le aggressioni verbali non le contano nemmeno più, salgono in 2 a bordo per paura. E per paura si sono dotati di spray al peperoncino: «Non si può – racconta l’aggredito – salire a bordo e non sapere se si torna e come si torna a casa. Mi ha dato più volte del figlio di… E per fortuna ho schivato il pugno in faccia, anche se cadendo mi sono fatto male e la spalla non è ancora a posto. Cosa bisogna fare in queste situazioni? Serve più sicurezza, magari facendo salire le forze dell’ordine a bordo».
Accanto a lui c’è Chiappi, che contestualizza la vicenda: «Da almeno un paio d’anni – racconta – c’è una proficua collaborazione coi referenti dei centri d’accoglienza, perché all’inizio la situazione era esplosiva. Avevo scattato la foto proprio per quello, per inviarla a quelli del Cas e per sapere se il giovane fosse loro ospite. Perché lavorando e facendo tanti incontri, eravamo riusciti ad arrivare a limitare il problema dei biglietti e delle aggressioni verbali. Stavolta però no. E non mi spiego perché un passeggero che non era in difetto abbia fatto tutto questo per un biglietto da 1.50 euro».
Probabilmente, visto che il biglietto era da obliterare, il possessore pensava di continuare ad utilizzarlo fin quando non sarebbe arrivato il primo controllo. Per cui, potenzialmente, anche per molti giorni (il biglietto non ha una data di scadenza). Una volta obliterato, invece, cessa di “funzionare” quando il possessore scende. Però il passeggero deve comunque tenerlo con sé fino a quando non lascia l’autobus, perché se sprovvisto può prendere una multa che va dagli 80 ai 122 euro. L’aggredito ancora non ha deciso se sporgere querela (ha 90 giorni di tempo per farlo). —
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