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A una giovane pianista il premio Taddei del Rotary

GIACOMO PELFER
A una giovane pianista il premio Taddei del Rotary

L’artista Elisa Racioppi  scelta per il suo lavoro in campo internazionale Ha iniziato la carriera   con l’insegnante scomparso 

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FUCECCHIO

Sul podio della prima edizione sono salite le capacità artistiche e la carriera internazionale di Elisa Racioppi, giovane pianista di Fucecchio, in arte Neruda, impegnata da tempo nel campo del teatro musicale. È stata lei ad aggiudicarsi il premio di musica indetto dal Rotary club di Fucecchio-Santa Croce in ricordo di Carlo Taddei, insegnate, rotariano di lungo corso, scomparso lo scorso maggio. Tra le tante passioni artistiche, la musica rappresentava per Taddei il suo campo preferito. Ed è proprio con Taddei che la stessa Elisa ha mosso i suoi primi passi musicali, prima di spiccare rapidamente il volo verso una dimensione ormai internazionale.

Il premio, che sarà attribuito ogni anno ad un giovane talento del territorio, è stato consegnato ieri sera durante una conviviale all’hotel Villa Sonnino di San Miniato. Circa ottanta le persone arrivate per ricordare Carlo e per a giovane Elisa, che ha omaggiato il pubblico esibendosi in alcuni brani del suo repertorio. Alle prese con il pianoforte fin dall’età di 5 anni, Racioppi ha studiato al conservatorio Cherubini di Firenze seguendo i corsi di pianoforte, di musica da camera, canto corale, storia della musica ed armonia. Ancor prima del conseguimento del diploma ha iniziato un'importante carriera nel teatro musicale che l'ha vista protagonista, con il nome d'arte di Neruda, con gli attori Marina Massironi, David Riondino e Amanda Sandrelli in numerosi teatri d’ Italia.

Attualmente è in tournée con lo spettacolo “Pinocchio” con Amanda Sandrelli. Parallelamente a questa attività Elisa è impegnata anche come concertista, collaborando stabilmente con il violinista Augusto Vismara. Il suo repertorio spazia da Bach ai contemporanei, mentre il suo stile non convenzionale unisce musica classica e musica contemporanea. «Ho sempre avuto il desiderio di trovare una forma di comunicazione con il pubblico meno accademica – ha dichiarato Elisa -, un modo per realizzare i presupposti del concerto classico secondo canoni più moderni». —

GIACOMO PELFER

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