Veglie in chiesa contro Halloween, torna la "caccia" alle streghe: «Se le rendi simpatiche, il male si avvicina»
Momenti di preghiera e di canto sono stati organizzati dai parroci a Montelupo, Fucecchio e Pagnana. Nel mirino le mode e il business della "nuova" festa accusata di paganesimo
EMPOLI. Dici Halloween e dici dolcetti, zucche, costumi e voglia di divertirsi. Una festa importata dalla tradizione americana, che in Italia è diventata un appuntamento fisso per grandi e piccini e che si porta dietro un risvolto commerciale non indifferente. Ma è anche una festa che poco ha a che fare con la tradizione cristiana, che ha celebrato i Santi (ieri, giovedì 1° novembre) e i defunti (oggi, venerdì 2 novembre).
Per questo in alcune chiese della zona sono state organizzate delle veglie di preghiera, in aperto contrasto col messaggio “pagano” di Halloween. Mercoledì sera nella chiesa dell’Ambrogiana c’erano circa 40 persone, insieme al parroco don Angelo Gorini. Una sorta di “festa alternativa”,dove non sono mancate le canzoni e i momenti di riflessione. Un modo per vivere la serata del 31 come la viglia di Ognissanti e non come Halloween.
Un qualcosa di simile è stato fatto a Fucecchio, così come nella chiesa di Pagnana, con don Renato Bellucci. C’è voglia di rimarcare – e di riscoprire – i valori della cristianità, a sentire le parole di questi parroci. Anche se non tutti condividono la “battaglia” contro la “festa pagana”. Don Gorini e don Bellucci sono i più “integralisti”, se così si può dire:«Al carnevale si va a carnevale – sottolinea il parroco dell’Ambrogiana – la vigilia dei santi è un momento santo, che non c’entra nulla con le zucche e gli scherzetti. Senza dimenticare che questa festa ha influenze non cristiane e certamente non positive».
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Don Bellucci, se possibile, è ancora più duro di don Gorini:«Non si tratta di togliere il divertimento ai bambini quanto di rimarcare il disvalore di alcuni concetti di Halloween.La serata della veglia serve soprattutto per smascherare le trame del nemico che vuole insegnare a tutti partendo dai bambini quanto si sta bene con lui. Si vuole far vedere le streghe come persone simpatiche. Impegniamoci a pregare affinché le tenebre non abbiano il sopravvento e facciamo sentire la forza delle preghiere, schieriamoci a battaglia per combattere le tenebre e tenere viva la luce di Cristo. Abbiamo una grande responsabilità: ricordiamoci che un giorno dovremo presentarci davanti al Giudice e rendere conto del nostro operato: se insegneremo cose sciocche ai bambini le porte si chiuderanno per noi».
Le convinzioni del parroco empolese derivano anche dalle sue esperienze di “liberazione” del demonio da alcune persone:«Molti non ci credono, ma io ho conosciuto il demonio e so quanti pericoli si porta dietro. Far apparire simpatiche certe figure come le streghe è un modo del nostro nemico di avvicinarsi a noi».
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Più conciliante, invece, don Donato Agostinelli, parroco di Cerreto Guidi:«Alla fine è una carnevalata, un business. Per me sarebbe importante esportare la festa dei Santi invece che importare feste che sono soltanto dei carnevali. Halloween è una festa come tante altre».
Infine don Andrea Pio Cristiani, arciprete di Fucecchio e fondatore del Movimento Shalom, che liquida una questione con una battuta:«E’ una festa estranea alla nostra tradizione, diventata consumistica e senza alcun insegnamento. Detto questo non credo assolutamente che sia una manifestazione “luciferina”, anche se porta con sé una concezione della morte che non è quella cristiana. Non credo che il demonio abbia tempo da perdere con dolcetti e zucche».
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