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Villa Ambrogiana il progetto all’esame del team di esperti
Previsto il mantenimento di buona parte dell’immobile ad uso pubblico. Il sindaco: «Serve il supporto di partner istituzionali e non»
MONTELUPO
Verrà analizzato mercoledì il progetto di fattibilità promosso dalla società Culture di Venezia relativo al recupero della villa medicea dell’Ambrogiana a Montelupo, struttura che fino al 30 giugno 2017 ha ospitato un ospedale psichiatrico giudiziario. Lo scorso 18 agosto, i vincitori del bando pubblicato dal Demanio, proprietario dell’immobile, avevano depositato la loro proposta di riqualificazione basata sul mantenimento di una buona porzione del complesso ad uso pubblico, una distinzione fra la parte “nobile” e quella delle scuderie che, essendo di pregio minore, sarebbe potenzialmente alienabile. L’idea generale è quella di veder nascere a Montelupo un luogo dei saperi, con spazi dedicati alla formazione, all’ospitalità, alla ricerca. Per il resto il progetto prevede una serie di interventi esterni che riguardano l’abbattimento delle mura, il recupero del giardino, la sistemazione dell’area davanti alla villa e della grotta fluviale che si affaccia sull’Arno. Il progetto a un primo esame – precisa il Comune – sembra aver accolto e declinato le linee guida stilate dal gruppo di lavoro interistituzionale di cui fanno parte Demanio, Regione, Sovrintendenza e Comune. Il team di esperti sarà chiamato a esaminare il progetto soprattutto in chiave della sostenibilità economica. Nel febbraio scorso il Mibact aveva stanziato due milioni per il recupero della villa e l’abbattimento delle mura penitenziarie. «È necessario – spiega il sindaco Paolo Masetti – individuare partner istituzionali e non che ne condividano gli intenti. Di recente il sindaco di Firenze Dario Nardella ha avuto incontri in Svizzera per presentare possibili investimenti da realizzare nell’area della Città Metropolitana e fra questi anche la Villa dell’Ambrogiana. Nei mesi scorsi abbiamo ricevuto visite di Università straniere. Siamo in una fase interlocutoria ma ci sono ottimi segnali». —
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