Meteo
In bolletta spunta il conguaglio di un euro dopo sei anni
Il gestore spiega: «Si tratta della restituzione di un anticipo pagato dall’azienda per il canone di concessione demaniale, deliberato dall’Ait»
EMPOLI
Chi ha l’abitudine di controllare nel dettaglio le voci di una fattura, ad esempio, del gestore della rete idrica? Non tutti, vuoi per tempo vuoi per voglia. Chiara Taddei di Empoli, però, “colleziona” tutte le fatture e le esamina attentamente ogni volta. Nell’ultima bolletta, infatti, ha notato qualcosa che le ha fatto strabuzzare gli occhi: una voce che recita “conguaglio tariffario acquedotto ante 2012” e altre due uguali ma relative a depurazione e fognatura. Si tratta di 38 centesimi a voce di spesa, cioè 1,14 euro. Ma le voci che Chiara non si spiega sono altre tre e riguardano gli oneri di perequazione, pari a 1,08 euro (dal 2015), con sigla Ul1, Ul2 e Ul3. «Non si tratta dell’euro in più di per sé – racconta – ma di capire perché mi arrivano richieste di conguagli prima del 2012, quando nella legge di bilancio c’è scritto che le fatture ritardate o di conguaglio si prescrivono in due anni. E poi – come sono due euro per me – lo possono essere anche per gli altri utenti. Senza dimenticare che nel 2012 per 69 metri cubi d’acqua spendevo 69 euro, adesso per 69 metri cubi ne spendo 87. Fate voi i conti».
A gestire quasi tutta la rete idrica nell’Empolese Valdelsa è l’azienda Acque Spa. Che, interpellata da Il Tirreno, spiega: «Gli oneri di perequazione sono stabiliti dall’Autorità nazionale energia reti ambiente (Arera) e riguardano tutti i gestori idrici nazionali: UI1, istituita per la concessione di agevolazioni tariffarie nei Comuni colpiti da eventi sismici (nel 2016, ndc) che viene applicata ai consumi fatturati di acquedotto, di fognatura e di depurazione (0,004 euro/metro cubo); UI2, istituita per la promozione della qualità contrattuale nel servizio idrico integrato che viene applicata ai consumi fatturati di acquedotto, di fognatura e di depurazione (0,009 euro/mc); UI3, istituita per la perequazione dei costi relativi all'erogazione del bonus sociale idrico che viene applicata ai consumi fatturati di acquedotto (0,005 euro/mc). L’altro addebito si riferisce alla riscossione di oneri che il gestore è obbligato ad applicare per il pagamento di tasse arretrate: in questo caso, per il canone di concessione demaniale dell’anno 2012, il cui pagamento è già stato anticipato dall’azienda. Non si tratta dunque di un conguaglio ma della riscossione di oneri passanti verso altri enti che sono stati deliberati dall’Autorità idrica toscana nel 2016».
In poche parole quelle sigle identificano somme che vanno a finanziare le agevolazioni nei comuni terremotati, oppure il bonus idrico. Nel caso del conguaglio, invece, Acque precisa che è stata l’autorità idrica toscana a deliberarne la riscossione. E che, per farla breve, non sarà possibile opporsi al pagamento, non trattandosi di fatture in ritardo o di conguaglio (anche se il termine usato in bolletta e proprio quello). La burocrazia ha i suoi tempi, ma arriva sempre. —
MARCO SABIA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google