Il Tirreno

Empoli

il caso a fucecchio 

L’ospedale la chiama per la visita di controllo, ma è morta da 17 giorni

Marco Sabia
L'ospedale San Giuseppe di Empoli (foto d'archivio)
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L'ospedale San Giuseppe di Empoli (foto d'archivio)

La figlia: «Mi hanno chiesto perché mamma non è andata». L’Asl si scusa: «Il Comune non ha comunicato il decesso»

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FUCECCHIO. La signora Elda Pezzatini è morta nel reparto di Medicina dell’ospedale di Empoli, al quinto piano, dopo una battaglia contro una grave malattia.

Il decesso è avvenuto il 13 agosto. Un lutto che – ovviamente – ha profondamente segnato la famiglia della donna. La quale, il 30 agosto, si è trovata nel mezzo a qualcosa che non immaginava.

A raccontare cosa è accaduto è la figlia della donna, Monica Latini di Fucecchio.

«Mi hanno chiamato dal reparto di Oncologia, cercando mia madre. Ho detto di riferire a me e mi è stato chiesto perché mia madre non si fosse presentata il giorno prima in ospedale per la tac di controllo. Sono rimasta basita, ho risposto che era morta il 13 agosto, proprio all’ospedale di Empoli. Chi era dall’altra parte si è scusata, era mortificata. Non ce l’ho con lei, perché sicuramente si è sentita a disagio; però sono chiamate che ti fanno male, perché riscavano nel tuo dolore e perché non ti spieghi come sia potuto accadere, visto che mia mamma era seguita al San Giuseppe, dove poi è morta. Non sono belle chiamate da ricevere», conclude amaramente Monica.

La donna si chiede quale ingranaggio non abbia funzionato e quale meccanismo abbia portato a tale errore. Sicuramente chi ha telefonato non sapeva del decesso avvenuto 17 giorni prima, anche perché sentirsi dare una risposta del genere dall’altra parte del telefono è molto pesante, sebbene non quanto ricevere una chiamata del genere.

L’Asl Toscana Centro, interpellata da Il Tirreno, spiega cosa è accaduto: «Negli ospedali dell’azienda l’aggiornamento dei decessi nell’anagrafica sanitaria è effettuato sulla base di comunicazioni periodiche che provengono dalle anagrafi dei singoli Comuni. Al momento non esiste un sistema anagrafico informatizzato integrato tra azienda sanitaria e Comuni né in tempo reale né su tempi periodici predefiniti».

«Per quanto riguarda il caso specifico segnalato – si legge in una nota stampa – l’azienda si scusa con la signora se con la telefonata ha rinnovato il dolore per la morte della madre ma la persona deceduta era stata inserita come paziente in un percorso sanitario di presa in carico. In mancanza dell’aggiornamento sull’avvenuto decesso, il percorso in questione è andato avanti».

In poche parole, in base alla spiegazione fornita dalla Asl, c’è la burocrazia dietro questa chiamata “indesiderata”.

Il mancato aggiornamento del sistema informatico ha fatto sì che gli operatori dell’oncologia telefonassero, pensando che la donna in questione fosse ancora viva (e domandandosi perché non si fosse presentata alla visita di controllo). 

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