Sesa a caccia di informatici e ingegneri in un anno fatte 150 nuove assunzioni
Il gruppo sta lavorando anche per realizzare un istituto di specializzazione biennale da dove attingere personale
EMPOLI
Un trend di crescita del 10% annuo in fatturato, 150 assunzioni nell'ultimo esercizio, cento acquisizioni di società del settore Ict (Information and communication technology), un valore netto aumentato del 9,5% nell'ultimo anno che è andato per oltre la metà in remunerazione del proprio capitale umano. E nessuna voglia di arrestarsi. Per Sesa, gruppo leader in Italia nella distribuzione di soluzioni It (Information technology) per le imprese, l'orizzonte sembra più prospero che mai e annuncia nuove assunzioni, oltre al lancio di due progetti importanti per il territorio. «Nell'ultimo anno siamo arrivati a contare 1.700 dipendenti – spiega Paolo Castellacci, presidente di Sesa Spa, in occasione della presentazione del primo report di sostenibilità del gruppo – ma il lavoro sta continuando ad aumentare e abbiamo bisogno di nuove figure da inserire, per lo più tecnici informatici e ingegneri. È difficile dire quante persone nel prossimo futuro: nell'ultimo esercizio c'è stata una crescita del 10% delle assunzioni che è andato di pari passo con la crescita del fatturato. Per agevolare questo processo questo stiamo portando a termine un progetto che prevede la realizzazione di quello che viene definito Its (Istituto tecnico superiore, ndc), ovvero una classe di 25 persone sia provenienti dagli istituti superiori sia dall'università che per due anni verranno formate per essere inserite in azienda. Inoltre, stiamo lavorando per diventare l'hub digitale per l'Empolese Valdelsa». La creazione di una vera e propria scuola di specializzazione (realizzata in collaborazione con Hitachi Rail, Leonardo e Nuova Pignone, oltre che con le Università di Firenze e Pisa) permetterebbe alla società di poter attingere ad un bacino di giovani formati e pronti a lavorare, aggirando le difficoltà di raccordo tra il mondo dell'istruzione e quello del lavoro. Difficoltà che, però, finora non hanno bloccato un processo di espansione eclatante per una realtà nata 45 anni fa e nella quale stanno andando in pensione i primi dipendenti proprio in questi anni. Alcuni fenomeni, come il bassissimo tasso di turnover e soprattutto un tasso di riconversione dei contratti da stage e tirocini a tempi indeterminati che arriva al 99%, spiegano bene anche la costanza di questa crescita. Una crescita che è sostenibile. Un gruppo interamente italiano «con sedi esclusivamente sul suolo nazionale – come tiene a precisare Alessandro Fabbroni, amministratore delegato di Sesa - con dipendenti tutti residenti in Italia. Questo significa che il nostro contributo a livello fiscale rimane tutto nel nostro paese». Una medaglia che ormai non molte realtà industriali possono sfoggiare.
Ma non è il solo elemento che conferisce sostenibilità al passo da velocista che la società ha impresso ai propri livelli di produzione. «L'attenzione al personale – prosegue Fabbroni - alle comunità all'interno delle quali siamo e ci muoviamo e all'ambiente per noi sono i principali driver della nostra attività». Il raggiungimento della soglia record di 1.700 dipendenti (il 97% dei quali a tempo indeterminato) è stato affiancato da un piano di rafforzamento della formazione del personale con oltre 11.300 ore di formazione tecnica, professionale, in soft skills e in materia di compliance. Un numero di ore in aumento del 15% rispetto all'anno precedente. Così come è stato rafforzato il welfare aziendale con un programma di interventi a supporto dell'istruzione dei figli dei lavoratori, dell'integrazione della spesa familiare e del bilanciamento vita-lavoro. «Le persone che lavorano nella nostra azienda sono il bene più prezioso che abbiamo – afferma il presidente Paolo Castellacci – io stesso mi ritengo un lavoratore al servizio di questa società. Siamo convinti che se i dipendenti vengono aiutati danno di più di quanto viene dato loro. L'attenzione e il contatto continuo con il personale, il dare fiducia e responsabilità, l'agevolare la riconversione necessaria in un settore che cambia continuamente sono strumenti che ci hanno permesso di consolidarci e di guardare al futuro con una prospettiva di crescita». —
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