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Crisi dell’Asev, la svolta con più servizi alle imprese

Marco Pagli
Crisi dell’Asev, la svolta con più servizi alle imprese

I Comuni dell’Unione alla ricerca di un nuovo assetto dopo l’abbandono da parte della Camera di Commercio, un incontro programmato a settembre

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Un nuovo assetto per l'Agenzia per lo sviluppo Empolese Valdelsa. Più servizi alle imprese e meno attività che riguarda la formazione professionale: così i Comuni dell’Unione dell’Empolese Valdelsa insieme alle associazioni di categoria stanno pensando di ridisegnare una realtà che viene considerata strategica, ma che sostengono i componenti dell’Agenzia, abbia bisogno di una importante operazione di rilancio.

Il bando che è stato lanciato dalla Camera di commercio di Firenze nel luglio scorso, nel quale vengono messe all'asta le quote di partecipazione all'interno dell’agenzia Asev, è arrivato come un fulmine a ciel sereno e ha imposto una riflessione sul suo futuro. Nessuno se lo aspettava e ora bisogna correre ai ripari se non si vuole perdere quella che ormai da 17 anni è stata un fiore all’occhiello dell’intero territorio.

Dopo le difficoltà che vennero registrate nel 2016, quando i 28 dipendenti dell'Agenzia furono messi in cassa integrazione a causa del blocco dei bandi sulla formazione professionale derivato dal mancato passaggio di funzioni dalle province alla Regione, la decisione della Camera di commercio ha rappresentato una nuova tegola da superare.

«Esistono alcune difficoltà per Asev che stanno imponendo una discussione all'interno del consiglio di amministrazione - spiega Alessio Falorni, sindaco di Castelfiorentino e delegato allo sviluppo economico e alla formazione dell'Unione dei Comuni – dal punto di vista finanziario il mutuo per l'acquisto dell'edificio dove ha sede l'Irsoo (Istituto di studi in ottica e optometria che ha sede a Sovigliana, ndc) ha appesantito i bilanci e sicuramente la messa in vendita delle quote da parte della Camera di commercio non è stata una notizia positiva e tanto meno attesa. Stiamo parlando di una struttura che, nonostante tutto, rimane sana e porta avanti al meglio il proprio lavoro».

«Per questo la nostra volontà, come soci di maggioranza, è quella di tenerla in piedi e rilanciarla - continua il sindfaco di Castelfiorentino - Come? Ne stiamo parlando e a settembre torneremo a confrontarci con tutti i soci per trovare la migliore soluzione possibile».

A fornire alcune idee per rivitalizzare l’Agenzia e non correre il rischio di perderla sono le stesse associazioni di categoria, che hanno nell'Agenzia per lo sviluppo un punto di riferimento imprescindibile. «In queste settimane ci siamo visti con le altre associazioni e con i sindaci – dichiara Lapo Cantini, coordinatore di Confesercenti di zona – ed è emersa la necessità di trovare nuovi indirizzi. Siamo convinti che la sola formazione commissionata dalla Regione e finanziata con le risorse del Fondo sociale europeo non sia sufficiente e che l'agenzia possa svolgere un ruolo ancora più importante, che già adesso in parte porta avanti. Dovrebbero essere potenziati i servizi alle imprese in un territorio ad alta concentrazione imprenditoriale».La formazione, in ogni caso, rimarrebbe un punto di snodo importante per il tessuto produttivo territoriale. —



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