Viveva tra roulotte e stalle e ora trionfa in tutta l’Italia
Fucecchio: la storia di un immigrato albanese che si arrangiava con più lavori e ora, invece, ha coronato il sogno di diventare un fantino e ha una sua scuderia
FUCECCHIO. «Grazie Adrian e buona fortuna per il Palio di Feltre, magari vinci anche lì». «Sì, sì, però intanto faccio gli scongiuri». C’è molto dell’umiltà e dell'ironia di Adrian Topalli in questo scambio di battute, alla vigilia della sua partenza per Feltre, dove ha corso e ha vinto, come da previsione, montando il cavallo fucecchiese Red Riu. Un "ragazzo" di Durazzo, che a 38 anni si sta conquistando man mano uno spazio sempre più grande nel mondo del Palio: da un morso ad un bel pezzo di torta, verrebbe da dire. E non è poco, per uno che ha dovuto combattere lo scetticismo che l’ha visto sempre vittima: in fondo, nel mondo dei palii, di fantini albanesi non se n’è mai sentito parlare.
Sono sardi, senesi, pistoiesi o del Lazio, albanesi proprio no. Ma Adrian, che da giovane guardava in tv il Palio di Siena, non si è mai arreso, nemmeno quando viveva in una roulotte e si arrangiava fra mille lavori in scuderia. Perché, nella sua testa, c’è sempre stato un unico pensiero: fare il fantino. Oggi ha la sua scuderia, che porta il suo nome e che vince in giro per l’Italia, anche grazie alla passione di tanti proprietari fucecchiesi.
Domenica, appunto, ha vinto a Feltre, dove però il Palio nel complesso prevede più competizioni, che si sommano: Topalli, comunque, ha fatto il suo, anche se il suo rione non ha vinto il Palio. Oggi – e si percepisce – nelle sue parole c’è serenità. Non c’è più quella “rabbia” dovuta alla sfiducia che riceveva, soprattutto nella “sua” Fucecchio: «Non è che vinco solo adesso – racconta – ho sempre fatto bene e portato a casa dei risultati. Certo, quest’anno sta andando molto bene: ho anche vinto scosso a Bientina - che non mi era mai successo - è stata la mia vittoria più bella. E man mano che le contrade mi conoscono, mi danno fiducia. La cosa bella è che vengo riconfermato anche se non vinco, è un orgoglio per me». A Topalli, per tanti anni è stato “rinfacciato” di vincere “soltanto” le corse di primavera a Fucecchio, dove correva indossando una giubba coi colori dell’Albania. Un peso che il fantino di Durazzo si è tolto di dosso:«Non c’è un posto dove mi sento più bravo, mi adatto in base a quello che devo fare e provo a vincere. A Fucecchio ho vinto tante corse, questo è vero, ma ne ho vinte anche tante altre: Gavoi, Fermo, Bomarzo, Bientina».
Fucecchio che, quest’anno, è stata foriera di rimpianti: Topalli viene riconfermato alla Torre – dove aveva debuttato – e si trova “per le mani” il cavallo Resta, assolutamente ingestibile tanto da essere ritirato prima della corsa, per tutelare la salute animale. Topalli, che aveva capito che il cavallo “faceva le bizze” già al venerdì, avrebbe potuto decidere di lasciare la contrada, ma non l’ha fatto:«Resta aveva già avuto quegli atteggiamenti, col suo fantino, anni prima. Io durante l’anno avevo avuto contatti con altre contrade ma non me la sono sentita di lasciare Torre, soprattutto in quella situazione. Mi sarei sentito un vigliacco». E poi c’è un sogno sullo sfondo, anzi due:«Vincere a Fucecchio sarebbe fantastico, sarebbe una vittoria “col cuore”, perché ci tengo veramente tanto. E poi mi piacerebbe – almeno una volta – correre a Siena». Montare a cavallo in piazza del Campo vorrebbe dire andare a scardinare l’ingessato mondo dei fantini senesi, dove una serie di equilibri non scritti “regola” la festa. E dove andare a conquistare una giubba delle 17 contrade è estremamente difficile. Ma lo era anche arrivare dall’Albania senza possedere niente e ora avere una scuderia.
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