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Morta incinta all’ospedale autopsia e pool di esperti per sapere la verità
EMPOLI. Sarà effettuata domani l’autopsia sul corpo di Barbara Squillace, la 42enne di Spicchio, incinta di un mese, morta giovedì mattina all’ospedale di Empoli, dove era ricoverata da sei giorni...
EMPOLI. Sarà effettuata domani l’autopsia sul corpo di Barbara Squillace, la 42enne di Spicchio, incinta di un mese, morta giovedì mattina all’ospedale di Empoli, dove era ricoverata da sei giorni per una iperemesi gravidica, con vomito ripetuto, rischio di disidratazione e perdita di peso.
L’Asl Toscana Centro, che ha anche attivato la commissione aziendale del “Rischio clinico”, per avviare i dovuti accertamenti sulle procedure adottate e le conseguenti responsabilità, aveva chiesto il riscontro diagnostico, nel corso del quale l’anatomo patologo «ha riscontrato elementi sospetti in ipotesi di condotte sanitarie incongrue e, pertanto, ha ritenuto di effettuare subito la segnalazione alla Procura», che a sua volta ha sequestrato la cartella clinica e disposto l’autopsia (necessaria per evidenziare eventuali responsabilità penali, mentre il riscontro ha soltanto fini scientifici).
Intanto è intervenuta anche la Regione, con l’assessora Stefania Saccardi che ha incaricato un gruppo di esperti, assieme al team del Centro regionale rischio clinico, di fare un audit interno al San Giuseppe, per verificare tutte le procedure e sentire il personale: «Dobbiamo accertare in modo rigoroso quanto è successo. Saremo inflessibili e adotteremo ogni provvedimento interno conseguente».
È ciò che si aspettano i familiari, a cominciare dal marito di Barbara, Marco Pistolesi, e dalla sorella Debora, con quest’ultima che ribadisce: «Negligenza o errori, chi ha sbagliato deve pagare. Per il momento sappiamo soltanto quello che ci hanno detto dall’ospedale di Empoli dopo il riscontro diagnostico. E cioè che durante l’esame hanno visto che Barbara aveva un blocco intestinale. Non so se abbia causato la sua morte, questo ce lo diranno dopo l’autopsia. Ma andremo fino in fondo, per sapere la verità». —
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