Il presidio
Il cda del Palio: «Questa non è politica ma tradizione»
FUCECCHIO. Palio uguale polemiche, almeno in questi giorni. Dopo “l’auspicio” del capogruppo forzista Simone Testai per la pubblicazione delle sanzioni comminate alle contrade dal cda, si è scatenato...
FUCECCHIO. Palio uguale polemiche, almeno in questi giorni. Dopo “l’auspicio” del capogruppo forzista Simone Testai per la pubblicazione delle sanzioni comminate alle contrade dal cda, si è scatenato un vero e proprio vespaio. E oggi è arrivata la presa di posizione del cda stesso, che attacca Testai: «Il Palio di Fucecchio non è politica, bensì cultura e tradizione, è vita di contrada, aggregazione di giovani, espressione anche di un volontariato sano che non ha interessi di parte e che non si limita alla sola corsa dei cavalli. E il suo regolamento è stato costruito ed approvato dalle 12 contrade, noi come consiglio siamo soltanto la parte esecutrice. Confidiamo che quanto espresso da Testai sia frutto soltanto di una errata informazione e, per il rispetto del Palio delle contrade, dei dirigenti e dei contradaioli, attendiamo tutti un fermo passo indietro».
Testai, però, non ha nessuna intenzione di ritrattare: «Perché dovrei fare un passo indietro? Io ho solo auspicato che ci sia più trasparenza: mi si accusa di aver strumentalizzato la manifestazione ma faccio presente che il Palio è di tutti e che è la principale manifestazione cittadina, per tale motivo i provvedimenti vanno resi noti alla popolazione. In un procedimento non si parla soltanto alla fine del terzo grado, così come mi sembra antidemocratico che in un regolamento si preveda che una contrada non possa far ricorso alla giustizia ordinaria, in totale contrasto con l’articolo 24 della costituzione. Devo dire che se c’è stata questa reazione vuol dire che ho toccato un nervo scoperto. Servirebbe un cda composto da rappresentanti delle contrade (e non nominati dal sindaco), con l'amministrazione a fare solo da garante». Testai che, inoltre, era stato accusato dal sindaco Alessio Spinelli di tenere il piede in due scarpe, aggiunge: «Faccio presente che se tutti i consiglieri della maggioranza che hanno altri ruoli facessero un passo indietro, la maggioranza stessa cadrebbe». —
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