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Parcheggiatore abusivo trova soldi e li riconsegna

Parcheggiatore abusivo trova soldi e li riconsegna

Erano in un portafoglio che aveva perduto un ambulante del mercato settimanale, il ragazzo africano ha chiesto aiuto per riuscire a ritrovare il proprietario

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CASTELFIORENTINO. Un gesto che dovrebbe essere spontaneo e scontato. Ma che assume una valenza molto più importante se a farlo è una persona che sta a chiedere i soldi a un parcheggio e a volte ha fame perché non può comprarsi da mangiare. Efe Ade, immigrato africano, ogni sabato mattina, quando c’è il mercato, sta di fronte alla scuola Tilli a indicare i posti per parcheggiare e ieri mattina ha riconsegnato un portafoglio con diverse banconote al proprietario, un ambulante, che l’aveva perso poco lontano dal suo banco.

A raccontare la storia, in un momento particolare e delicato per l’immigrazione, è stata Imma Tronnolone, di Castelfiorentino. «Stavo facendo la spesa al mercato - racconta - quando questo ragazzo, con il quale parlo spesso (e che a volte rimprovero pure ), mi ha raggiunto davanti al furgone dei formaggi, in mano aveva un portafoglio contenente soldi e documenti trovato per terra. Mi ha chiesto come poteva restituirlo, gli ho detto di cercare un vigile urbano e di darlo a lui».

Ma, essendo poco dopo le 7, ancora non c'erano gli agenti per la riscossione dei posti dati a sorteggio. Alcune persone hanno iniziato a dirgli di aprirlo per guardare i documenti. «Ma lui non voleva farlo assolutamente - riprende Tronnolone - era intimorito solo all’idea. Allora un signore lo ha fatto al suo posto scoprendo che era di un ambulante con il banco poco lontano. Glielo abbiamo indicato e Efe Ade ha riportato il borsello. Lo ha consegnato a una persona che era al banco del proprietario del portafoglio. Poi ha ripreso il suo posto al parcheggio in attesa di altre persone alle quali chiedere qualche spicciolo».

«Era sereno», continua Tronnolone come se non avesse nemmeno pensato lontanamente al fatto che quella cifra sarebbe stata molto pesante e consistente per il suo magro bilancio. «A volte gli ho offerto la colazione - racconta Tronnolone - e lo ho visto anche affamato».

«Ho pensato - conclude - che di questi tempi bui, è giusto che io faccia sapere questo gesto e ho pubblicato anche un post su Facebook, nella speranza per lui, che qualcuno voglia premiarlo per questo gesto, che dovrebbe essere la norma ma così non è. Magari tra quelli che leggono c'è qualcuno che cerca una persona che anche nel bisogno mantiene l'anima onesta e potrebbe offrirgli un lavoro».



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