Il Tirreno

Empoli

Divorzi-boom, percentuale raddoppiata in dieci anni

Il Comune col tasso più alto è Montespertoli, quello più basso Castelfiorentino L’esperta: «Decisa accelerata, segno di un mutamento sociale profondo»

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EMPOLI. È boom di divorzi nel territorio dell’Empolese Valdelsa. In dieci anni la percentuale di persone che hanno definitivamente sciolto il loro vincolo di fronte alla legge è raddoppiata: il saldo alla fine dello scorso anno è di 4. 310 divorziati, contro i 2. 255 del 2007.

Il tasso di divorzio, ovvero il rapporto tra single fuoriusciti dal matrimonio e persone coniugate, è passato così dal 2, 5% al 4, 7%, praticamente raddoppiando.

«Quella che stiamo registrando è una decisa accelerata delle richieste di divorzio – conferma Valeria Vezzosi, avvocato familiarista e presidente dell’Aiaf (Associazione italiana degli avvocati per la famiglia e i minori) – prima i matrimoni finivano nella stragrande maggioranza dei casi con la separazione. Da alcuni anni a questa parte, invece, il divorzio è diventato una formula diffusa, segno di un cambiamento sociale profondo».

I numeri, d’altronde, mostrano bene questo andamento. Se, infatti, dieci anni fa le rotture definitive tra residenti del circondario superavano di poco le mille unità, adesso siamo arrivati a quota 2. 160.

Il tutto mentre la quota di coniugati diminuisce gradualmente di anno in anno: erano poco meno di 90mila le persone sposate nel 2007, mentre al momento sono poco più di 85mila. «Rispetto anche a venti anni fa la nostra società è cambiata profondamente da questo punto di vista – continua l’avvocato Vezzosi – quando ho cominciato il mio lavoro separarsi e divorziare comportava cause legali lunghe e difficoltose, mentre adesso la litigiosità è diminuita notevolmente: le persone, insomma, hanno una maggiore consapevolezza che un rapporto si può unire e si può anche sciogliere e il matrimonio è una tappa della propria vita, che può anche avere esito negativo. Questo accade con le coppie più giovani, quelle che magari si sono unite da pochi anni. Ma anche con quelle più avanti con l’età, per le quali il matrimonio dura da decenni. Ed è proprio questa maggiore fluidità che sta portando ad un aumento marcato dei divorzi. Se con la separazione, infatti, di fatto si congela la situazione, con il divorzio si manifesta la volontà di passare oltre e creare nuove unioni».

E la crisi, da questo punto di vista, non ha giocato il ruolo che molti si sarebbero aspettati.

Non ha, insomma, frenato il trend. Semmai i fattori considerati al momento di compiere un passo importante come la rottura del vincolo matrimoniale sono altri. «La crescente fluidità delle cose della vita, tra cui anche il matrimonio – spiega ancora – si evince anche dall’importanza che viene data, ad esempio, alla casa acquistata insieme. Se prima costituiva un elemento dirimente nei divorzi, adesso c’è un minore attaccamento perché rappresenta una voce di costo sempre più imponente e nella maggior parte dei casi si preferisce vendere e dividersi il ricavato. La crisi, se si vuole, sta avendo un ruolo più su aspetti a latere come questo che direttamente sulla paura di dividersi».

A livello territoriale le percentuali non sono uniformi: il comune dove il tasso di divorzi è più alto è Montespertoli, dove i divorziati rappresentano il 6% dei coniugati totali. Quindi Empoli – il comune più popoloso del circondario – che si attesta sulla media nazionale: 5, 2%.

Sotto quota 5%, invece, tutti gli altri comuni con Fucecchio, Montelupo e Vinci ai primi posti. Mentre a Castelfiorentino si registra la percentuale minore, con appena il 3, 8% di divorziati rispetto a coloro che sono coniugati.

Marco Pagli

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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