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Empoli

False revisioni delle auto, cinque denunce

False revisioni delle auto, cinque denunce

In una carrozzeria forzavano il sistema informatico della Motorizzazione e ottenevano i certificati 

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EMPOLI. Avevano messo in piedi un sistema illegale per rilasciare delle attestazioni di revisioni falsificate per auto che, probabilmente, non avrebbero superato i controlli previsti dalla Motorizzazione civile. E per loro – cinque persone in tutto, tra titolari e impiegati di una carrozzeria dell’Empolese – è scattata la denuncia alla procura della Repubblica al termine delle indagini della polizia municipale di Lamporecchio. Secondo quanto emerso i cinque sarebbero colpevoli di aver falsificato il tagliando di revisione di vetture che non versavano in buone condizioni. Far controllare periodicamente la propria auto è obbligatorio per garantire la propria sicurezza ma anche quella degli altri. A fare da “garante” sullo stato di salute delle auto in circolazione sono delle officine autorizzate. Ma non in questo caso.

Tutto è iniziato circa tre anni fa, quando un cittadino era stato denunciato dalla locale Municipale perché sorpreso a circolare con una certificazione di revisione contraffatta. L’uomo, mentre viaggiava a bordo della sua auto, era stato fermato dagli agenti in servizio che, quel giorno, stavano facendo dei controlli proprio nel territorio di Lamporecchio. Ben presto, però, i vigili urbani si resero conto che il certificato di revisione apposto sul libretto di circolazione era un falso. E così, per l’uomo, era subito scattata la denuncia, oltre al sequestro del documento falsificato.

Ma quello non è stato, purtroppo, un episodio isolato. Nel corso del tempo, infatti, i casi di revisioni falsificate si sono moltiplicati, uno dietro l’altro. E, a quel punto, la polizia municipale ha avviato le indagini e messo insieme tutti i diversi elementi del puzzle. Un lavoro che si è concluso soltanto nei giorni scorsi, portando in una direzione ben precisa: una carrozzeria nell’empolese di cui non è stato reso noto il nome in questa fase delle indagini. Secondo quanto accertato, infatti, le cinque persone, in concorso tra loro e in barba alla legge, avevano individuato un sistema in grado di produrre certificazioni di revisione false al di fuori del sistema informatico del Dipartimento per i trasporti terrestri. Le indagini preliminari si sono quindi concluse con la denuncia di titolari e impiegati dell’officina meccanica che, questa volta, dovranno giustificare le loro azioni di fronte al giudice.

Martina Trivigno

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