Il presidio
Muore a 61 anni nello scontro a Dakar
Fabrizio Spadoni era originario di Castelfiorentino, si era trasferito da anni in Senegal
CASTELFIORENTINO. Si è schiantato contro un camion mentre – al volante della sua macchina – stava percorrendo l’autostrada che collega Dakar con l’aeroporto internazionale Blaise Diagne. Un incidente terribile, che non ha lasciato scampo a Fabrizio Spadoni, 61 anni, originario di Castelfiorentino, che si era trasferito in Senegal da tempo. Ma nel paese dove era cresciuto non l’avevano certo dimenticato, in particolare tra quelli della sua generazione, con i quali aveva condiviso momenti spensierati. La notizia della tragedia è arrivata nella giornata di ieri: per poi trovare conferma ufficiale nella tarda serata.
A Castello, dove in passato aveva lavorato anche come camionista, Fabrizio aveva lasciato, oltre ai parenti, anche tanti amici: «Era un uomo semplice, piuttosto introverso. Da giovane – raccontano – era un appassionato di moto e di calcio; aveva giocato a pallone, ma seguiva anche le partite della squadra femminile».
Poi la decisione di trasferirsi in Senegal, dove si era costruito una nuova vita, da titolare di un’azienda che vendeva pezzi di ricambio per veicoli agricoli e industriali: «Da queste parti – raccontano i castellani – tornava raramente. Ma si era fatto le sue amicizie anche in Senegal, dove frequentava anche alcuni connazionali».
A quel che si apprende il tragico incidente stradale è avvenuto nelle prime ore di domenica scorsa: Spadoni era alla guida di un suv che si scontrato con un camion.
In merito alla dinamica le notizie giunte dal Senegal non sono molto chiare. Un amico – arrivato sul posto poche ore dopo l’incidente – avrebbe riferito ad alcuni conoscenti in Italia che la macchina di Fabrizio si sarebbe scontrata con un camion fermo, a fari spenti, in mezzo alla strada.
Il sessantunenne – sempre secondo quanto riferito dal connazionale che vive in Africa – è morto dopo alcune ore di agonia.
Intanto da fonti diplomatiche si apprende che l’ambasciata d’Italia a Dakar, in accordo con la Farnesina, è in stretto contatto con i familiari di Spadoni per prestare l’assistenza necessaria anche sul piano burocratico in un momento così tragico.
La salma dell’uomo, che non aveva figli e non era sposato, dovrebbe rientrare in Italia agli inizi della prossima settimana.
Decine i messaggi di cordoglio sui social: «Non ci posso credere: per chi ama le moto – scrive Umberto – è sempre stato un esempio di temerarietà, non aveva mai dubbi o incertezze. Ti ricordo con ammirazione». E ancora: «Con te perdo più di un amico, perdo una stupenda parte della mia vita. La nostra amicizia – aggiunge Stefano – non è mai stata intaccata da distanze o diversità di vedute».
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