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In mostra il centro storico del futuro
Esposti i lavori delle tesi di laurea di Mannucci, Boldrini e Boschi
FUCECCHIO. Una nuova visione del centro storico di Fucecchio. È quella che a partire da domani offrirà la mostra “Rivolgere lo sguardo”, in programma fino al 10 giugno al Palazzo delle Arti di piazza Vittorio Veneto (visitabile dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13, il sabato e la domenica dalle 16 alle 19, ingresso gratuito). L’esposizione, curata da Stefano Lambardi, Lorenzo Matteoli e Giulia Giuntini, nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze e il Comune di Fucecchio.
I lavori presentati nell’esposizione sono il contenuto di due tesi di laurea che convergono sulla riappropriazione da parte di Fucecchio e dei suoi abitanti del centro storico che, nel corso dei secoli, ha progressivamente visto disperdersi la sua forza accentratrice. I due lavori sono: “Palazzo Corsini a Fucecchio – Analisi conoscitiva e ipotesi di musealizzazione” (tesi di laurea di Ilaria Mannucci; relatore prof. Stefano Bertocci, correlatore interno arch. Lorenzo Matteoli; Correlatore esterno prof. Andrea Vanni Desideri) e “Il macellum coperto” - Progetto di una nuova Porta per la città di Fucecchio” (tesi di laurea di Emilia Boldrini e Caterina Boschi; relatore prof Stefano Lambardi; correlatore interno arch. Giulia Giuntini).
Se da una parte la tesi su Palazzo Corsini e sulle sue fasi evolutive ci dimostra come l’inevitabile trasformazione di un edificio, dovuta alle contingenze socio-culturali di ciascuna epoca, sia il necessario percorso che permette di mantenere viva la memoria collettiva, dall’altra la tesi sull’area degli ex macelli concretizza, sulla carta, la volontà di rivolgere lo sguardo a quel nocciolo che della memoria collettiva è il cuore pulsante, identitario della città di Fucecchio.
Lo sviluppo economico del secondo dopoguerra ha infatti ucciso il senso più profondo di appartenenza a questa città, togliendone i valori e di conseguenza la forma urbana, a vantaggio di un’improbabile deflagrazione urbanistica e di un territorio informe, oggi privo d’identità. La contestuale azione dell’amministrazione comunale, tesa ad un’inversione di rotta di questa situazione, ha sposato completamente la volontà di proporre un lavoro che riconducesse l’attenzione delle persone verso quel nocciolo identitario.
L’assessore Daniele Cei plaude «Emilia Boldrini, Caterina Boschi e Ilaria Mannucci per le proposte che hanno sviluppato, con l’augurio che questi lavori possano un giorno realizzarsi e contribuire fattivamente allo sviluppo della nostra città». L’inaugurazione si terrà presso la loggia del Museo Civico domani alle 18. Interverrano anche il sindaco Alessio Spinelli, l’assessore Cei e il direttore del museo Andrea Vanni Desideri. Durante l’inaugurazione verrà presentato anche il volume che raccoglie i lavori in mostra passando da una lettura della città da un punto di vista storico, architettonico e urbanistico ad una ricerca del senso di comunità attraverso la recente divisione in contrade – che è in realtà il legame con l’origine medievale del borgo antico – per poi continuare la lettura dello spazio urbano, contrapposto tra tessuto ed emergenze, attraverso esperienze contemporanee.
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