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Il ‘68 secondo i giovani di ieri e di oggi

Il ‘68 secondo i giovani di ieri e di oggi

Martedì a Montelupo una serie di iniziative con Riondino e Pietrangeli

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MONTELUPO. A cinquant’anni dal Sessantotto, l’amministrazione comunale di Montelupo ha voluto organizzare una serie di iniziative di approfondimento su quel periodo storico così significativo.

Una giornata che vedrà – al Mmab - letture su queste vicende storiche, un concerto e la proiezione di un video nel quale i giovani dell’epoca e i giovani di oggi parlano di quel periodo. L’evento prende il nome di “La stessa rabbia, la stessa primavera: la canzone di protesta, i giovani e il sessantotto” e andrà in scena martedì al museo della ceramica (piazza Veneto 11), dalle 17. 30 fino a dopo cena.

Curioso e interessante sarà sicuramente il video, prodotto dall’amministrazione comunale, in cui sono stati intervistati i giovani di ieri che hanno raccontato ognuno dal proprio punto di vista il clima e i cambiamenti intercorsi in quegli anni. E i giovani di oggi che hanno potuto esprimere le proprie opinioni su argomenti che sembrano legati al passato, almeno per le nuove generazioni. Il video, dal titolo “Faccia a faccia con il ‘68”, sarà proiettato alle 17.30. Ma non finisce qui: l’ospite principe della serata sarà Paolo Pietrangeli, fra i padri della canzone di protesta di quegli anni. Lo spunto di riflessione nel dialogo con Pietrangeli parte dal suo libro “Una spremuta di vite”, un volume di memorie storiche, in cui i piccoli episodi della vita quotidiana dell’autore vengono impiegati per dare un quadro puntuale e ben definito del clima sessantottino. La storia di allora, insomma, vista da dentro, con ironia e passione politica. Pietrangeli che è l’autore di “Contessa”, che è poi diventata colonna sonora del ‘68 italiano.

Dopo la cena al Mmab Caffè (al costo di 3 euro a persona), la serata prosegue decisa verso la musica d’autore: alle 21.30 nel piazzale davanti al museo, verrà allestito un concerto-spettacolo dal titolo “La stessa rabbia, la stessa primavera: appunti per una rivoluzione”.

Sono le stesse cantanti e interpreti (Francesca Breschi e Chiara Riondino, con Frank Cusumano alla chitarra), ad aver accuratamente selezionato i brani, inseriti anche nell’omonimo cd; sono 29 brani in tutto fra cantati e parlati, che ricostruiscono il panorama internazionale che fa da cornice a quell’anno così significativo, per poi arrivare fino al delitto Moro.

Le scelte musicali sono orientate soprattutto sulla musica cantautoriale, da Bob Dylan a George Moustaki, da De Andrè a Gaber, da Tenco a Guccini. I brani parlati, invece, vanno a comporre un racconto dei fatti che in ogni angolo del mondo segnarono il passo del cambiamento sociale, arricchiti anche da contributi radiofonici dell’epoca, come le parole di Ernesto “Che” Guevara alle Nazioni Unite nel 1964. «Gli studenti di oggi – racconta Riondino – ne sanno molto poco e spesso hanno paura di uscire dal seminato. Ma il’68 ci ha liberato dai cliché, se ad esempio oggi ci vestiamo come vogliamo è anche merito di quegli anni. Anche se oggi molti problemi di allora persistono».

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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