Il Tirreno

Empoli

Lascia il lavoro e per dedicarsi alla chiesa evangelica

Andreas Quirici
Massimo Pecoraro con la moglie e i figli
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Massimo Pecoraro con la moglie e i figli

Vinci: la svolta radicale di un tecnico informatico: «Aiuto gli altri e instauro il rapporto con Dio»

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VINCI. «Non ho fatto niente di eccezionale, semplicemente ora conosco Dio e la sua parola in maniera più approfondita. E dedico più tempo alle persone che hanno bisogno». Massimo Pecoraro racconta così il suo cambiamento radicale. Da tecnico informatico a tempo pieno, impegnato a realizzare siti internet per la Var Group della Sesa, a volontario per la chiesa cristiana evangelica di Sovigliana quasi full time. «Non ho mollato completamente il lavoro – dice – ma vivo mese per mese con mia moglie e i miei tre figli. Porto avanti alcune collaborazioni con i miei vecchi titolari e un’azienda di Milano. Ma la mia vita ruota prevalentemente attorno alla chiesa».

Una scelta di vita, condivisa con la moglie per Massimo Pecoraro, 33 anni, dalla Calabria e una casa a San Miniato. Un master in tecnologie e linguaggi multimediali a Roma e poi in Toscana a lavorare per uno dei gruppi più importanti in Italia nel settore informatico. Dal 2009 l’approdo alla chiesa evangelica, dopo un’infanzia vissuta nel cattolicesimo senza praticarlo e poi, appunto, il passaggio agli evangelici. «Molti dicono di essere cattolici, ma non sanno neppure cosa ci sia nelle sacre scritture – racconta – Ed è qui che sta la differenza della mia vita attuale con quella passata. Dedico più tempo ai testi e alla preghiera. Ho sviluppato il mio rapporto con Dio».

Ora, Massimo vive aiutando davvero il prossimo. «Faccio lavori in casa delle persone che frequentano la chiesa di Sovigliana – sottolinea il 33enne – Pochi giorni fa ho aiutato una famiglia a fare il trasloco, per esempio. È un aiuto di tipo pratico, anche come le imbiancature delle case». Insomma, quel che c’è da fare, Pecoraro lo fa, compreso studiare un sistema per dare una mano alle famiglie bisognose del circondario. «Per adesso è solo un’idea di cui stiamo parlando tra di noi – dice il quasi ex informatico – Vorremmo, però, avere un confronto con gli amministratori di questo territorio per renderci utili. Fino a qualche anno fa raccoglievamo cibo a lunga conservazione da donare alle famiglie meno abbienti di questa zona. Credo che si potrebbe ripetere questa esperienza e renderci utili nel sistema di sostegno ai poveri che già esiste nel circondario».

Intanto, la famiglia di Massimo Pecoraro si confronta con una realtà nuova dall’inizio dell’anno. Lasciare il lavoro per sposare in pieno la religione è una scelta radicale che comporta, per esempio, una riduzione del budget a disposizione delle spese familiari. E con tre figli piccoli, di cui due gemelli, non è facile. «Contrariamente a quanto si pensa, è una situazione per niente drammatica – dice ancora – semplicemente spendiamo meno e in maniera più oculata. Andiamo avanti mese per mese. E cerco di far quadrare i conti con alcuni lavori ai siti internet con le aziende con cui collaboro. Semmai ho più tempo per la famiglia. I miei figli, invece di vedere il babbo che esce di casa, va al lavoro e torna la sera, adesso sanno che sono nell’ufficio di casa».

Già, i figli. Non è facile far capire loro questi cambiamenti. «In realtà la stanno vivendo molto bene – afferma Pecoraro – Abbiamo sempre cercato di far comprendere ai bambini l’importanza di avere valori solidi nella vita. E stanno affrontando questa nuova vita col sorriso sulle labbra».

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