Il Tirreno

Empoli

Samo sul trono con Quan King

di Marco Sabia
Samo sul trono con Quan King

Le due coppie di rivali litigano tra loro e Pusceddu domina la finale

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FUCECCHIO. Quando si deve eleggere un nuovo pontefice, si dice che il cardinale favorito al soglio pontificio entra in conclave Papa e poi esce...cardinale. Ma nel Palio di ieri, invece, chi doveva diventare Papa lo è diventato davvero. O meglio, è diventato Re della Buca, prendendo spunto dal suo nome. Quan King, un “grigione” potentissimo, montato con malizia e destrezza da Valter Pusceddu, detto “Bighino” ha regalato una vittoria incredibile al popolo di Samo (la seconda della sua storia), al termine di una giornata bagnata dalla pioggia battente e rovinata in parte da chi si è picchiato dentro e fuori dalla Buca. Una giornata in chiaroscuro, complicata dall’inizio alla fine. Il mossiere Renato Bircolotti, per usare un’espressione tipicamente toscana “ha asciugato un bel bucato”, nel senso che se l’è cavata in maniera più discreta, viste le condizioni di partenza. Ma andiamo per gradi, perché la cronaca ha regalato colpi di scena a ripetizione.

L’esclusione di Resta. La prima notizia è arrivata prima che i cavalli iniziassero a correre: il cavallo di Torre, Resta, che non ne voleva sapere di stare fra i canapi, ad un certo punto è stato escluso dagli organizzatori, dopo aver sentito la commissione veterinaria, per “la salvaguardia della salute animale”. Una decisione arrivata dopo mezzora di tentativi e dopo che Bircolotti aveva richiamato più volte il cda dell’associazione a fare qualcosa. Va da sé che la decisione di eliminare Resta dalla contesa ha fatto imbufalire i vertici della contrada, a partire dalla capitana Denise Cei, che non le ha mandate a dire a nessuno. A Resta, al fantino Adrian Topalli e al gruppo stalla della contrada è stato poi concesso un giro di pista fra gli applausi. Un cavallo che aveva iniziato a fare “le bizze” già dalla seconda prova obbligatoria del venerdì, mentre era apparso tranquillo il giorno prima e nelle corse fatte in precedenza a Fucecchio. Un cavallo che – a quanto è emerso – era stato votato da tutti i capitani, al momento di scegliere i dodici cavalli per la tratta. Ad uscire in batteria è stata Querciola, che aveva il cavallo meno forte (Contestetou con Andrea Coghe): una batteria quasi a senso unico, che ha regalato la finale a San Pierino (Simone Mereu su Red Riu), Samo (Pusceddu e Quan King), Borgonovo (Simone Fenu e Pressing de Mores) e Porta Bernarda (Alberto Ricceri su Farfadet du Pecos).

Momenti di tensione. La seconda batteria sarebbe stata più complicata anche senza quello che poi è successo: un cavallo favorito, quello di Ferruzza, poi tutte le altre a contendersi un posto in finale. Già la sorte manda Cappiano di rincorsa, mentre fra i canapi ci sono Porta Raimonda, Sant’Andrea, Massarella, Ferruzza e Botteghe. Due mosse false e Botteghe (Andrea Mari su Uired) spesso fuori posizione. Poi Cappiano entra e succede il finimondo: il fantino calligiano Luigi Bruschelli (su Brigantes) inizia un lungo scambio di frustate con quello di Ferruzza (Carlo Sanna), che montava Unico de Aighenta, il favorito numero 1. Così facendo le due contrade perdono il passo e anche l’accesso alla finale. A godere sono Sant’Andrea (Gavino Sanna su Ungaros), Botteghe (Andrea Mari), Massarella (Giuseppe Zedde su Quarzo Blu) e Porta Raimonda (Jonatan Bartoletti su Tidoc). Ma questa batteria ha regalato purtroppo anche un brutto epilogo, per le botte fra Ferruzza e Cappiano e la zuffa fra Botteghe e Borgonovo (vedi pezzo a lato).

L’arrivo del Re Quan. Come se ne era andata, la pioggia è poi ritornata, a infradiciare completamente gli otto cavalli e fantini ancora in lizza. Ecco l’ordine di ingresso ai canapi: Porta Raimonda, San Pierino, Samo, Botteghe, Borgonovo, Sant’Andrea, Porta Bernarda e Massarella di rincorsa. Tre le criticità: la vicinanza fra Botteghe e Borgonovo, il muso a muso fra i fantini delle due Porte e i calci tirati dal cavallo di Raimonda, che ad un certo punto Bircolotti chiede (inutilmente) di spostare. Quattro partenze false, poi il mossiere la dà buona e Samo inizia la sua corsa verso il Paradiso; due giri praticamente sempre in testa, insidiato soltanto da un’arcigna Sant’Andrea, che però alla fine si deve arrendere. Dietro Massarella, San Pierino, Porta Raimonda, Borgonovo, Botteghe e Porta Bernarda. Se i contradaioli di Samo dovessero descrivere la loro giornata, potrebbero prendere un pezzo dei Thegiornalisti, che fa “Sei il finale migliore di tutti i film che possiamo guardare” . D’altronde un Palio vinto così “di prepotenza” non si vede nemmeno al cinema.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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