Il Tirreno

Empoli

Apoteosi Empoli, esplode la festa

di DAVID BIUZZI
Apoteosi Empoli, esplode la festa

Dalla coreografia dei tifosi all’abbraccio con la gente: storia di una serata indimenticabile

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Non ce la dimenticheremo. No, non si scorderemo questa notte magica, questa notte azzurra che ci siamo appena lasciati alle spalle. Non ci scorderemo il trionfo dell’Empoli. Che nella sua quasi centenaria storia di imprese ne ha compiute, è vero, ma che mai era stato così bello, dominante fino a sfiorare l’arroganza (sportiva).

Hanno comprato la scala per il paradiso, gli azzurri, proprio come cantavano i Led Zeppelin, nell’immortale “Stairway to heaven”, salendo gradino dopo gradino in un pazzesco crescendo. E alla fine la melodia è arrivata, quando tutti sono diventati uno e uno è diventato tutti. L’Empoli lo è stato in campo e lo è stato anche con il suo popolo. Una consapevolezza, questa, che deve servire per spingere in un angolo quel pizzico di malinconia che, diciamocelo, oggi c’è. C’è come tutte le volte che finisce un amore, un’amicizia o anche un libro che ti ha rapito l’anima. Succede, insomma, con le cose belle.

Ma insieme a quel velo di triste e alla gioia per il traguardo conquistato, c’è e deve esserci anche la speranza: quella di vivere ancora sensazioni così forti, emozioni così intense. È sbagliato pensare che sia facile o scontato. Al tavolo dei grandi ci sarà da sgomitare anche per raccogliere le sole briciole. L’Empoli, questo sì, deve provarci. E lo farà proseguendo sulla strada intrapresa da un anno, su quanto ricostruito sulle macerie di una retrocessione terribile. È una strada diversa dal solito, quella imboccata, e non sapere esattamente fin dove può portare rende la sfida ancora più affascinante.

L’Empoli a conduzione familiare, l’Empoli pane e salame oggi non esistono più. Al suo posto c’è una società che vuole diventare più moderna, più azienda. Continuerà a farlo, perché il presidente Corsi ha già spiegato di voler accrescere ulteriormente le professionalità della casa. L’importante è provarci senza dimenticare il passato, senza abiurare le proprie origini. Ma va fatto.

Lo richiede il palcoscenico ritrovato, le richiedono i tempi di un mondo che corre a velocità folle. E riuscirci significherà continuare a salire su quella scala in direzione paradiso.

@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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