Il Tirreno

Empoli

Chiude la sede Tnt tremano 20 lavoratori

di Francesco Turchi

Domani sciopero e presidio davanti all’azienda del Terrafino

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EMPOLI. Chiusura della sede, sei lavoratori licenziati, altri 14 (in forza alle cooperative) “trasferiti” nella migliore delle ipotesi a Pisa o a Firenze. È l’impatto che avrà su Empoli il piano industriale presentato da Fedex e Tnt, colossi mondiali della logistica. Per questo è stato indetto per domani uno sciopero unitario dai sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti (in arrivo altre iniziative di protesta nelle giornate del 31 maggio e del 1° giugno). E anche di fronte al magazzino di via Partigiani d’Italia, nella zona industriale del Terrafino, si terrà (dalle ore 7 alle 10) un presidio dei lavoratori che proprio domenica scorsa all’Angelus a Roma hanno ricevuto un messaggio di sostegno e solidarietà anche da Papa Francesco: «Saluto - ha detto Bergoglio - i dipendenti della Federal Express Europe, con l'auspicio che le attuali difficoltà trovino una soluzione positiva». Che al momento appare lontana: «Il piano – spiega Giampiero Goti della Filt Cgil – prevede la chiusura del magazzino di Empoli a partire da settembre. Ma questa decisione è inaccettabile».

Per i sindacati «è fortemente negativo il piano di riorganizzazione, in quanto esclusivamente caratterizzato dai tagli del personale che sono immotivati. È assolutamente inaccettabile che in una fase di espansione dell’economia e delle attività di trasporto delle merci, anche per la crescita dell’e-commerce, si possa pensare di licenziare le persone che rappresentano il motore vivo del business aziendale».

I sindacati chiedono «la salvaguardia dei livelli occupazionali e alle aziende di cambiare il piano di riorganizzazione, che deve puntare realmente allo sviluppo delle attività, alla loro internalizzazione e alla salvaguardia dei posti di lavoro. Altro che sinergie di gruppo, siamo alla svendita dei diritti dei lavoratori, della loro professionalità e della qualità del servizio. È del tutto evidente che chiudere 24 filiali italiane su 34, senza aprire nessun confronto con le Rsa ed il sindacato, significa che la prospettiva futura per le restanti è segnata dalla chiusura, al pari dei trasferimenti selvaggi che si traducono in altrettanti licenziamenti».

In Toscana – aggiunge Gabrio Guidotti di Filt Cgil - «tra Fedex e Tnt ci sono oltre trecento lavoratori: respingeremo questo Piano industriale perché il modello che deve passare è quello virtuoso di Fedex, dove i corrieri sono dipendenti, e non quello di Tnt, dove il lavoro è esternalizzato». Nella nostra regione, oltre alla chiusura della sede Tnt di Empoli, mentre sono in esubero due lavoratori in quella di Calenzano.

La procedura di licenziamento collettivo è stata avviata complessivamente per oltre 350 corrieri in Italia (315 addetti di Fedex e 46 di Tnt), ai quali vanno aggiunti quelli che la Cgil definisce “falsi trasferimenti”: «Se si allontana in modo improponibile un dipendente dalla sua sede attuale e quindi dalla città dove ha famiglia, è chiaro che siamo di fronte a licenziamenti travestiti». Il 25 maggio è in programma un incontro al ministero dello sviluppo economico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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