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Estetiste abusive Cna: «Una piaga per il settore Più controlli»

EMPOLI. Nel settore dell’estetica e della cura alla persona cresce la presenza dell’abusivismo. Un fenomeno che costa alle imprese in termini di concorrenza sleale e di perdita di fatturato, fino ad...

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EMPOLI. Nel settore dell’estetica e della cura alla persona cresce la presenza dell’abusivismo. Un fenomeno che costa alle imprese in termini di concorrenza sleale e di perdita di fatturato, fino ad un 30%. Mentre per la collettività il prezzo si misura sull’evasione fiscale e sui rischi per la salute. In provincia operano nel settore poco meno di 2.400 attività tra parrucchieri, istituti di bellezza, manicure e pedicure e centri benessere. Di queste circa il 10% sono gestite da stranieri. Si tratta di un comparto in crescita, specie sul fronte degli stranieri. Nella conduzione di centri benessere e di negozi di parrucchieri, addirittura, l’imprenditoria estera supera addirittura quella italiana nella provincia di Firenze.

«Queste imprese sono artigiane solo nel 60% dei casi e nel 30% dei casi se si considerano solo quelle cinesi – ha spiegato Daniela Vallarano, portavoce Estetica Cna Firenze e Toscana nell’ambito del convegno organizzato dalla confederazione degli artigiani ieri a Lastra a Signa – ciò significa che il titolare di un’impresa individuale è privo della qualifica necessaria a svolgere l’attività nel 40% dei casi e quindi ricorre necessariamente ad un responsabile tecnico diverso da sé». Ma l’abusivismo è un fenomeno che non ha nazionalità e riguarda sia operatori italiani che stranieri. La scarsa professionalità e l’elusione delle normative sulla sicurezza ha effetti sulla salute delle persone. Durante il convegno è stato stilato un identikit dell’operatore estetico abusivo o irregolare. Sono abusivi coloro che prestano servizio presso la propria abitazione o quella dei clienti, tengono i dipendenti a nero, non rilasciano fattura, pagano parzialmente i contributi ai dipendenti ed esercitano la professione senza diploma. Mentre sono irregolari quelli che alterano i prodotti, che non hanno in negozio il fascicolo d’esercizio, non hanno licenza, non si aggiornano e hanno macchinari fuori legge.

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