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Si ritrovano per l’ex portiere malato di Sla

Si ritrovano per l’ex portiere malato di Sla

Franco Lucchesi ha ricevuto il tributo dei compagni di quella che era stata la squadra negli anni Settanta

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FUCECCHIO. Franco Lucchesi, nella vita, è sempre stato uno abituato a parare per passione e ad insegnare per lavoro. Storico portiere del Fucecchio negli anni 70-80, protagonista di una squadra di giocatori e personaggi destinata a non ritornare mai più. Ma Lucchesi lo conoscono tutti anche per un altro motivo: insegnava educazione fisica alla Montanelli Petrarca di Fucecchio, la scuola media comunale. Insomma, per chi è nato da un certo anno in poi, Lucchesi lo deve conoscere per forza. E infatti anche venerdì sera – prima della finale del torneo di calcetto – l’ex portierone ha avuto l’ennesima dimostrazione del bene e dell’affetto di cui gode a Fucecchio. Perché Franco, dal 2008, lotta contro una malattia terribile, quella che Stefano Borgonovo definì “la bastarda”, la Sla. Franco è stato fatto entrare sul parquet del palazzetto, insieme ai suoi familiari, dove ha ricevuto il tributo di decine di amici, che per lui erano stati compagni di campo, allenatori o dirigenti. Poi l’amico Sergio Gasparri, che faceva parte di quella squadra “immortale” gli ha voluto dedicare un pensiero:«Franco Lucchesi, storico portiere del Fucecchio, sei stato sicuramente il più forte portiere fucecchiese, con serietà e sorriso eri sempre presente all’allenamento, mai un ritardo. Voglio fare nostra una tua frase “Lotterò, lotterò, lotterò per uscire da questo incubo”». Gasparri, visibilmente commosso, ha poi lasciato il microfono ad altri compagni di squadra. La malattia, purtroppo, non ha permesso a Franco di rispondere a parole. Ma lo ha fatto con gli occhi, perché se è vero che questa tremenda patologia ti paralizza pian piano, dall’altra parte ti lascia gli occhi come strumento per aprirti al mondo, per trasferire agli altri le tue sensazioni. E i tanti sorrisi di Franco – quando i compagni gli ricordavano gli aneddoti di un tempo – hanno scritto un bel capitolo in questa storia di lotta e sofferenza. Così come gli applausi scroscianti tributati da un palazzetto gremito, che per alcuni minuti ha lasciato da parte la “bellicosità” e la voglia di combattere per il torneo delle contrade. Senza dimenticare che il Fucecchio Calcio e l’associazione Palio delle contrade hanno fatto una donazione a testa a favore di Aisla Firenze. Quella formazione che finiva con “Bardi-Gasparri-Gerbi-Catarsi-Cinelli” ha dimostrato venerdì sera di essere inimitabile non soltanto sul campo, ma soprattutto fuori. Facendo sentire a uno di loro – Franco – che il loro portiere sarà sempre e comunque difeso e sostenuto in questa partita che sembra impossibile da vincere. Perché è così che si fa, perché è così che si dà “un calcetto alla Sla”. (m.s.)

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di Redazione web