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Pendolari del crimine arrestati per gli assalti ai bancomat

Pendolari del crimine arrestati per gli assalti ai bancomat

Facevano saltare gli sportelli automatici con la tecnica della “marmotta”, una decina le ordinanze di custodia cautelare eseguite dai carabinieri. Hanno colpito in più regioni

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GALLENO. I classici pendolari del crimine. Si spostavano da una regione all’altra per mettere a segno colpi ai danni dei Bancomat con la tecnica della “marmotta”, usando cioè polvere esplosiva. Ieri i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Teramo hanno arrestato - con un’operazione effettuata nel Teramano e nel Foggiano – i componenti di una banda che si ritiene responsabile di una serie di assalti ai bancomat, compresi due che sono avvenuti a Galleno (nella parte di Castelfranco di Sotto) e a Santa Croce sull’Arno.

A capo della banda, stando ai carabinieri, era il titolare di un negozio di telefonia di Orta Nova (Foggia) che aveva il compito di organizzare e promuovere gli assalti agli sportelli e che teneva i contatti con i basisti: nel Teramano era un ruolo che veniva ricoperto da padre e figlio, rispettivamente cognato e nipote del capo dell'organizzazione, entrambi di Tortoreto (Teramo).

Ecco i nomi degli arrestati: Massimo Furio, 38 anni di Orta Nova, Gabriele De Simone (33) di Cerignola (Foggia), Luigi De Simone (58) di Orta Nova gi detenuto a Vasto (Chieti), Giuseppe Pugliese (40) di Cerignola, Eugenio Cinquepalmi (30) di Cerignola, Vincenzo Capone (36) di Stornara (Foggia), Pietro Intenza (42) e Michele Intenza (21), entrambi di Tortoreto, e Vincenzo Serra (33) di Barberino del Mugello (Firenze). Alla banda vengono contestati cinque colpi agli sportelli bancomat della provincia (Bnl di Sant'Egidio alla Vibrata, Banca Popolare di Bari-Tercas di Sant'Egidio, Mosciano Sant'Angelo, Sant'Omero e Colonnella) tra luglio e settembre dello scorso anno, e quattro tra Toscana (Montepaschi di Galleno Castelfranco di Sotto e Carifi di Santa Croce sull'Arno, entrambi avvenuti il primo settembre), Ascolano (Bnl di Pagliare del Tronto, il 13 agosto) e una fallita nel Barlettano (Credem, il 18 dicembre). Colpi che avevano fruttato somme tra i 14 e i 95 mila euro, per un totale che sfiora i 230 mila euro. Una buona parte dei ricavi illeciti la banda la impiegava, stando a quanto spiegato dai carabinieri, per sostenere le spese legali di eventuali complici arrestati e per fornire sostegno ai loro famigliari.A portare sulle tracce della banda era stato il ritrovamento di una macchina con targa rubata, a Tortoreto nell'ottobre scorso, utilizzata dai carabinieri come espediente per seguire la “batteria” della banda, attraverso le intercettazioni ambientali. A bordo c'era infatti un congegno esplosivo che serviva per i colpi, la cosiddetta marmotta, e l'ariete in ferro, oltre ad altri materiali per lo scasso. Il successivo arresto di tre componenti a Vasto, il 12 dicembre scorso, portò al sequestro di un ordigno esplosivo artigianale e, di dieci chili di chiodi a tre punte, da utilizzare in caso di inseguimento contro le forze dell'ordine. Ora la banda è stata fermata.(s.c.)

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