Il presidio
È scontro sulla riorganizzazione del 118
Piccini (Nursind): «No alla privatizzazione». Il consigliere regionale Sostegni: «Preoccupazione infondata»
EMPOLI. «In passato abbiamo assistito al taglio delle centrali Operative del 118 in previsione del passaggio al 112, numero unico per le emergenze, del quale siamo ancora in alto mare. Attualmente è in corso a livello regionale la stesura di una delibera per la riorganizzazione dell’emergenza territoriale del 118 della quale nessuno sa chi siano gli attori che vi partecipano». Così il segretario del Nursind dell’Empolese Valdelsa, Gianni Piccini. Che spiega: «Abbiamo già espresso il nostro disappunto su ciò che sta succedendo in Toscana riguardo tale riorganizzazione. Ciò che ci lascia di stucco e che, a nostro avviso, avvalora sempre più il sospetto che vi sia da parte della politica regionale l'intenzione di mettere in mano a privati il servizio è proprio il silenzio assordante da parte delle istituzioni. Abbiamo intenzione di scrivere direttamente in assessorato per manifestare la nostra contrarietà ad una riorganizzazione di un sistema come il 118 senza il coinvolgimento di una figura cardine quale è l'infermiere. Una esternalizzazione del servizio ci vedrà costretti ad attuare tutte le forme di lotta possibili. Non è depotenziando e deprofessionalizzando un sistema come quello del 118, al quale ogni anno vengono tolte risorse e rivolgendosi a soggetti privati che si salvaguarda la salute dei cittadini».
A Piccini replica il consigliere regionale del Pd, Enrico Sostegni: «Il sistema di emergenza-urgenza è una parte essenziale del processo di cura dei cittadini ed è quindi una preoccupazione infondata pensare che possa essere privatizzato. Il servizio di emergenza-urgenza rappresenta l'ospedale che va a prendersi cura di chi sta improvvisamente male e in questo senso non è pensabile una privatizzazione. Dobbiamo investirci e organizzarlo per essere sempre più rispondente alle necessità dei cittadini».
Quanto alla partecipazione degli operatori del servizio e delle organizzazioni sindacali, per Sostegni si tratta «di elementi essenziali, una ricchezza dalla quale non può prescindere né la giunta né sicuramente il consiglio. Ad oggi — conclude Sostegni, che è anche membro della commissione sanità — non c’è alcuna proposta di riorganizzazione all’ordine del giorno del consiglio regionale. Se e quando dovesse esserci, sarà sicuramente cura del Consiglio e mia personale coinvolgere tutti gli attori e le organizzazioni interessate, e sicuramente anche il Nursind».
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