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Cl’A, si tratta con Sicrea sulle assunzioni

Cl’A, si tratta con Sicrea sulle assunzioni

Oggi nuovo incontro, la Cgil: «Bisogna dare una risposta a tutti i 76 lavoratori, solo 24 non bastano»

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MONTELUPO. Sicrea disponibile a discutere una soluzione per i lavoratori della cooperativa l'Avvenire, ex Consorzio Etruria: è quanto emerge dall'incontro avvenuto ieri fra aziende, Regione Toscana e Fillea-Cgil, accompagnato da un presidio dei lavoratori in sciopero che si è svolto fuori dalla sede della Regione.

La proposta potrebbe arrivare già oggi , in occasione di un incontro fra le parti fissato in mattinata.

Cl'A farà parte di Sicrea, colosso emiliano delle costruzioni, tramite affitto di ramo d'azienda. «La Fillea Cgil - ha spiegato Giulia Bartoli, segretaria generale del sindacato in Toscana - ha ribadito la necessità di dare risposte a tutti e 76 i lavoratori: non basta che Sicrea, come ha più volte spiegato, ne riassuma 24, con altri che potrebbero trovare soluzioni alternative tra pensionamenti e ricollocazioni».

Il piano delle aziende non prevede l’uso di ammortizzatori sociali. Per questo il sindacato aveva chiesto «di garantire un futuro occupazionale a tutti i dipendenti attualmente occupati, assumendoli; altrimenti le ricadute sociali sul territorio sarebbero consistenti. Anche perché le prospettive di sviluppo da piano industriale prevedono un aumento di circa 62 dipendenti in 2 anni che possono risolvere complessivamente il problema, al netto di pensionamenti ed uscite».

I lavoratori di Cl’a provengono principalmente da Follonica, Montelupo e Camporgiano: «Chi investe sul nostro territorio e vede qui una prospettiva di sviluppo è benvenuto, ma abbia la responsabilità di garantire tutela ai lavoratori. Noi faremo il possibile perché questo accada. Ci appelliamo anche alle istituzioni affinché si possa trovare soluzione», aveva dichiarato Bartoli.

La crisi della cooperativa viene da lontano, sono stati anni difficili in seguito al concordato del Consorzio Etruria (che contava circa 350 dipendenti). Anni resi ancora più complicati dalla crisi dell'edilizia, come sottolineato dal sindacato, » dalla riduzione degli investimenti pubblici, da un mercato caratterizzato dalla concorrenza al ribasso, nero, dumping contrattuale e irregolarità diffusa. In questo contesto l'intero sistema cooperativo dell'edilizia toscano e non solo ha subìto forti contraccolpi e pochi hanno resistito, con la conseguenza di una perdita consistente di posti di lavoro professionalità e storia».

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