Il presidio
I carabinieri si appostano e scoprono 2 ladri di pelle
Arrestati in una conceria dismessa mentre stavano caricando prodotti semilavorati La segnalazione ai militari partita perché erano stati notati movimenti sospetti
FUCECCHIO. I carabinieri si sono appostati, dopo aver saputo da alcuni addetti ai lavori della zona che attorno a quella conceria dismessa di via Lombardia a Ponte Cappiano c’erano dei movimenti sospetti. Così i militari della stazione di Fucecchio si sono messi all’opera, andando sul posto.
Erano circa le venti quando è scattata l’operazione che ha portato all’arresto di due uomini, un santacrocese 34enne e un castelfranchese di 41 anni. I carabinieri , dopo aver ricevuto la segnalazione, hanno quindi svolto un servizio di osservazione per verificare l'informazione e si sono appostati nei pressi della conceria. Intorno alle 20 sono arrivati due uomini a bordo di un'autovettura, hanno nascosto il mezzo e si sono avviati verso il cancello "armati" di torcia. Dopo aver scavalcato il cancello sono entrati nello stabile e i militari li hanno seguiti a distanza. I due, una volta all'interno, sono entrati nel magazzino e hanno iniziato a tagliare i pacchi per estrarre il pellame dalle confezioni.
Dopo aver fatto un mucchio, hanno iniziato il trasporto verso l'auto ma sono stati immediatamente bloccati dai carabinieri. Sicuramente non era la prima volta che i due si introducevano nella conceria portando via pellame ogni volta di qualità diversa. Infatti le successive perquisizioni hanno permesso di individuare e sequestrare, presso l'abitazione di uno dei due, altro pellame di dubbia provenienza, probabilmente sottratto nei precedenti raid.
I due arrestati sono stati scarcerati nella giornata di ieri, in attesa di giudizio. All’uomo di Castelfranco è stato imposto l’obbligo di firma. C’è da dire che i furti nelle concerie sono purtroppo una triste realtà nei distretti della pelle: la merce – spesso sprovvista di “marchi” – viene rubata e poi rivenduta sul mercato parallelo. Da questo punto di vista è ben nota la pelle ribattezzata “Wet-Blue”, il cui nome deriva dall'aspetto, bagnato e di colore azzurro, che i pellami assumono dopo una serie di passaggi (in pratica, col "wet-blue", tipico della concia al cromo, si comincia la fase di caratterizzazione che trasformerà il pellame in articolo di moda, destinato a scarpe, borse e abbigliamento). Anche la Wet-Blue è una pelle semilavorata, notoriamente nel mirino dei ladri di pellame, che può finire ovunque, anche nelle concerie di imprenditori senza scrupoli.
Difficilmente e per ovvi motivi, invece, viene rubata pelle già lavorata fino in fondo, perché molto più riconoscibile. Stavolta, però, i ladri sono entrati in azione in una conceria non più attiva da tempo, che però loro sapevano “ospitare” ancora molto altro pellame semilavorato. Perché di solito i ladri fanno man bassa nelle concerie ancora attive, semplicemente perché è molto più probabile trovare al loro interno pellame da rubare. La conceria dismessa di via Lombardia da questo punto di vista era l’ideale, perché chiusa ma ancora con all’interno il prodotto semilavorato. I ladri, dopo aver pianificato tutto, non hanno però tenuto conto né dei carabinieri né di chi non si è girato dall’altra parte quando ha notato che qualcosa non andava.
Da lì è infatti partita l’operazione dei carabinieri, che in maniera certosina hanno atteso che i ladri si mettessero all’opera per poi coglierli con le mani nella “marmellata”.
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