«Serve la metropolitana di superficie»
Velaj (Filctem) lancia la proposta per collegare Fucecchio e il Valdarno al polo della pelletteria
EMPOLI. Investimenti, investimenti e ancora investimenti. La Cgil chiede uno sforzo ad istituzioni ed enti locali per riuscire ad intercettare i segnali di ripresa degli ultimi mesi, che però non stanno comunque scongiurando situazioni di crisi e perdita di posti di lavoro in diverse aziende del circondario. E avanza la richiesta di investire in infrastrutture, con la proposta di una metropolitana in superficie che colleghi Valdarno al capoluogo fiorentino.
«Le ultime vicende che hanno riguardato imprese del territorio alle prese con un rilancio della produzione dopo una fase di crisi – argomenta Edmond Velaj della Filctem Cgil, sull'onda anche dell'allarme lanciato in questi giorni da Cna sulla scarsa attrattiva del territorio per gli imprenditori e in particolare per i più giovani – dimostrano che la ripresa si coglie solo con gli investimenti e con la formazione del personale. Ma uno sforzo è necessario anche e soprattutto da parte degli enti pubblici». L'idea lanciata dal sindacato parte dalla buona sperimentazione avviata nel settore conciario, pellettiero e dell'abbigliamento tra i distretti del Cuoio e l'area di Scandicci e Firenze. «È su quest'asse che si giocano buona parte delle speranze di rilancio anche dell'Empolese Valdelsa – prosegue – in particolare crediamo che Empoli possa diventare il polo attraverso cui passa e si rafforza questa dinamica. Pensiamo che accanto alla parte immateriale debbano essere potenziate le infrastrutture materiali. C'è bisogno di investire su un collegamento diverso dalla Fi-Pi-Li per incrementare i flussi e facilitare l'interscambio tra settori affini, come appunto quello conciario che si snoda tra Fucecchio, Santa Croce e tutta la zona del Cuoio e il polo delle eccellenze della pelletteria tra Scandicci e Firenze. Crediamo che sarebbe utile la costruzione di una metropolitana di superficie che possa garantire sia il trasporto merci che quello di lavoratori».
Ma per realizzare un progetto a lungo termine di questo tipo c'è bisogno anche di un cambio di passo nell'integrazione istituzionale a livello di circondario. Un nodo che il sindacato ha affrontato a più riprese, accreditandosi come uno dei maggiori sostenitori del comune unico. «Serve una governance territoriale più forte, solo con una integrazione più stretta dei comuni nell'Unione si potranno superare gli ostacoli e dare e risposte concrete». (m.p.)
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