Il Tirreno

Empoli

«Padule discarica della Valdinievole» Allarme per i rifiuti che sono arrivati

di Marco Sabia

È stato dato il via alla pulizia di varie parti ma ci sono lamentele per quello che proviene dalle zone a monte  Il sindaco Spinelli: «La nostra area deturpata». L’associazione dei proprietari: «Bisogna trovare una soluzione»

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FUCECCHIO. La piena del Padule ha offerto delle immagini mozzafiato, con alcuni appassionati che si sono addirittura cimentati nel kite surf. Ma se per alcuni giorni il Padule sembrava un nuovo mare, col ritirarsi delle acque sono emersi altri scorci, non altrettanto suggestivi: rifiuti su rifiuti, che sono finiti sulle sponde fucecchiesi, anche a causa del vento di tramontana. Associazioni locali ed enti hanno pulito e stanno pulendo, ma il problema è più grande e complicato di quel che si può vedere. L’associazione Il Padule, ad esempio, si è occupata della pulizia della zona del casotto del sordo, a Massarella. Mentre il consorzio di bonifica Basso Valdarno si è occupato di ripulire al meglio le sponde arginali lungo la strada di Padule fino a via della Cascinaccia. Nei prossimi giorni i lavori proseguiranno anche in zona Cavallaia, lungo la strada che da Massarella (Fucecchio) porta a Stabbia (Cerreto Guidi). «Anche queste zone palustri - commenta il sindaco di Fucecchio, Alessio Spinelli - sono interessate dai rifiuti provenienti dai territori a monte del Padule, come abbiamo visto anche lo scorso 25 marzo quando l’opera di pulizia era stata svolta dai volontari dell’associazione Il Padule. Si tratta di rifiuti che confluiscono sulle nostre sponde deturpando l’area naturalistica dove nidificano le cicogne e dove trovano rifugio i fenicotteri rosa e molte altre specie di palmipedi trampolieri». Dall’associazione Il Padule, inoltre, arriva un vero e proprio grido d’allarme, che “abbraccia” più temi:«C’è il problema dell’interramento – spiega il presidente Paolo Pellegrini - che rischia di rappresentare la morte del Padule, in pochi anni. Dobbiamo lavorare affinchè questo processo venga rallentato, per evitare conseguenze peggiori. Purtroppo l’originario progetto del Tubone è stato bloccato, ma sarebbe stato la salvezza dell’area. Al momento l’interramento è di 4 dita l’anno, ma se non si ricavano i fossi il Padule è a rischio». E poi c’è l’inquinamento, liquido e solido:«Abbiamo raccolto frigoriferi, mobili e pneumatici, che con la piena e la tramontana sono arrivati tutti sul lato ovest. Non vogliamo essere la discarica della Valdinievole, perché se è vero che lì lavorano molto sulla promozione turistica, i rifiuti “confluiscono” nel cratere palustre “grazie” a fiumi e torrenti della Valdinievole. E purtroppo non si possono portare le scolaresche in un ambiente degradato. E’ un problema che noi proprietari solleviamo da tempo, sperando che si trovi una soluzione». Perché l’inquinamento “di riporto” si mescola anche all’abbandono comune, nel senso che in certe aree – come in via Salanova a Massarella – spesso e volentieri compaiono dal nulla discariche abusive, anche sotto il cippo commemorativo che ricorda 7 delle 176 vittime dell’Eccidio del Padule del 23 agosto 1944. Insomma, se da una parte il Padule in piena ha regalato grandi emozioni, dall’altra ha evidenziato problematiche più o meno latenti. E poi ci sono gli ospiti “indesiderati”: i gamberi killer e i pesci gatto non autoctoni. «I gamberi killer fanno molti danni - aggiunge Pellegrini – sia alla fauna ittica che alle specie vegetazionali, alcune delle quali sono sparite. Poi il gambero “scava” le fosse, che si “sfaldano”. Poi ci sono dei pesci gatto sovradimensionati rispetto a quelli a cui siamo abituati, più pesanti rispetto a quelli "nostrani" del Padule. E poi a volte abbiamo trovato dei pesci siluro, che chiaramente vengono dai fiumi». C’è infine un ultimo aspetto su cui lavorare, il turismo:«Il Padule di Fucecchio – conclude Pellegrini – ha delle grandissime potenzialità a livello turistico: domenica al casotto del sordo a Massarella sono salito sul barchino alle 9 del mattino e sono sceso alle 19, accompagnando tantissima gente a fare un giro nell'area umida. Purtroppo anche qui l’inquinamento porta “rogne” perché i rifiuti, misti alla vegetazione, creano degli sbarramenti che limitano i nostri spostamenti nell’area palustre. Il Padule può offrire degli importanti ritorni economici e anche per questo non deve essere trascurato e lasciato al degrado».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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