«I cittadini segnalino le case-fabbrica»
Berti: «Ancora tante attività senza regole, fondamentali le segnalazioni». Attivato un numero verde
EMPOLI. Il piano regionale ha prodotto a livello di area vasta oltre 8mila controlli in altrettante aziende a conduzione cinese. Un’operazione vastissima che ha raggiunto dei risultati importanti.
«Il primo elemento che emerge dai dati in nostro possesso è che la situazione oggi sia migliore rispetto a quattro anni fa – dichiara Renzo Berti, responsabile del progetto “Lavoro sicuro” – la sensazione è che la pressione determinata dalle verifiche dei nostri ispettori abbia innescato un processo di emersione complessiva dalle irregolarità. E questo non solo dal punto di vista della prevenzione sui luoghi di lavoro, ma anche di aspetti che non competono a noi come l’utilizzo di manodopera a nero o clandestina o dell’evasione fiscale. Ovviamente bisogna tenere conto che il progetto voluto dalla giunta regionale non ha risolto tutti i problemi. I numeri, d’altronde, sono elevatissimi e così le carenze che abbiamo riscontrato. Finora, purtroppo, c’è stata fin troppa autonomia in un territorio dove c’è una grandissima incidenza delle imprese coinvolte nel piano. E questo ha determinato una situazione di impenetrabilità iniziale, che siamo riusciti via via a scalfire».
Al netto degli obiettivi raggiunti, rimane ancora molto da fare. Uno degli aspetti su cui non si è riusciti ancora a mettere mano è quello che riguarda l’abusivismo. Un mondo rimasto sommerso e per combattere il quale è stato creato un numero verde (800 017835) per le segnalazioni di case-fabbrica. «I controlli che abbiamo effettuato partono dall’elenco di imprese della Camera di commercio; si tratta quindi di attività in regola, almeno dal punto di vista della registrazione. La sensazione, confermata anche dai fatti di cronaca spesso purtroppo tragici, è che ci sia una parte di realtà totalmente abusive che producono all’interno di appartamenti senza contratti e senza regole da rispettare. Per questo è nato il numero verde, che raccoglie le segnalazioni dei cittadini. Partendo da queste possiamo organizzare verifiche anche in questo campo». Ma i punti deboli non si fermano a questo. «I controlli non bastano, serve una crescita della cultura della responsabilità che può essere garantita solo da un sistema capace di garantire la legalità. E poi c’è bisogno anche di una inversione dei sistemi di produzione: finché si accetterà che queste aziende producano a prezzi ridotti e con enormi quantità difficilmente qualcosa cambierà». (m.p.)
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