Italia
Otto ettari in più per le imprese «Così arriveranno le assunzioni»
Via libera del consiglio alla variante che riguarda tutte la aree produttive e industriali di Empoli Barnini: «Aumenteranno gli attuali 18.000 posti di lavoro». Mori: «Ossigeno per l’edilizia»
EMPOLI. Una variante urbanistica, ribattezzata “EmpoliFaImpresa”, che potrebbe rivoluzionare tutto il comparto produttivo empolese, tenendo conto dei nuovi 83.000 metri quadri di superficie produttiva (e non più agricola). Dopo l’adozione in consiglio comunale, ora ci sono 60 giorni di tempo per eventuali osservazioni, poi tornerà in consiglio per l’approvazione definitiva. Con questa variante l’amministrazione risponde alle problematiche evidenziate da imprenditori e operatori economici e dalle associazioni di categoria, per rafforzare la competitività e aumentare l’attrattività delle aree produttive, con la riorganizzazione di questi ambiti.
I dati. Nella variante l’occupazione di nuovo suolo (da agricolo a produttivo) è di fatto avvenuta in soli 4 contesti: area di via Piovola per 125. 467 metri quadrati; area ex cartiera Etruria di Molin Nuovo per 9.754; vetreria Zignago per 10.385; via Carraia per 6.206. Si tratta di un totale quindi di 151.812 mq, a fronte di una superficie complessiva di aree destinate urbanisticamente alla produzione, nel precedente strumento urbanistico, di 2.006.509 mq. In realtà, con la variante all’area ex Fornace della Farfalla è stata ridotta la superficie di 68.586 metri quadri, portando quindi il totale di occupazione di nuovo suolo a 83.226 metri quadrati, pari a un incremento del 4.1% del totale precedente. In queste superfici sono comprese anche quelle destinate a verde pubblico e parcheggi. Solo nella zona di via Piovola, per dare un dato, le superfici a parcheggio sono pari a 17.676 metri quadrati e quelle a verde privato 38.474.
Nuovi posti di lavoro. «La variante riguarda gli ambiti produttivi consolidati, tra cui Pontorme, Carraia e il Terrafino. Ma, tengo a sottolineare – spiega il vicesindaco Franco Mori – che non è una variante puntuale, fatta per qualcuno in particolare. È una variante totale che tocca tutte la aree industriali e produttive di Empoli». Mori, quindi, respinge le critiche dell’opposizione, che puntavano il dito sulle richieste di privati “interessati” alla variante. Alcuni numeri: i soli contributi formali sono stati 39 e di questi 32 sono stati accolti, pari all’82%. Si va dalla zona industriale del Terrafino, al Pip di Carraia a quello di Pontorme. Vengono toccate alcune attività storiche di via Lucchese, ma anche la zona delle Casine, sia sul lato est sia ovest. Una variante che farà bene, secondo Mori: «Tutto il mondo dell’edilizia ne beneficerà, dal movimento terra ai costruttori, all’impiantistica (idraulici, elettricisti, falegnami). Questa è una variante totale per il mondo dell’imprenditoria empolese che conta 6.000 attività con oltre 18.000 dipendenti».
Gli obiettivi. Soddisfatta la sindaca Brenda Barnini: «Abbiamo dato risposte alle domande di crescita che provenivano dalle imprese del territorio e che per fortuna, nonostante la grande crisi economica, in questi anni sono riuscite a rimanere in piedi. Chi ha votato contro a questa variante ha votato contro ai nuovi posti di lavoro che riuscirà a creare. Per noi la via allo sviluppo passa ancora dalla possibilità di essere sede di industria, commercio e artigianato. Grazie agli investimenti che stiamo realizzando in materia infrastrutturale - come la circonvallazione sud, che collega Empoli Centro a Carraia, la bretella che collega Empoli Est al Polo tecnologico e la nuova 429 che connette Empolese e Valdelsa - possiamo immaginare che non solo si possano mantenere gli attuali 18mila posti di lavoro che la città offre, ma che possano tornare a crescere».
Focus sul Terrafino. Questa zona, servita di fatto da due svincoli della Fi-Pi-Li, di cui quello di Empoli Centro anche punto di arrivo della nuova 429, vede con questa variante dare, attraverso lo strumento di cambio delle funzioni, spazio ad attività non solo produttive ma anche direzionali, commerciali e di servizio all’impresa. Nella stessa zona, su richiesta dei proprietari, viene reinserito un piano urbanistico attuativo (Pua) già previsto nel piano strutturale con destinazione e grandi spazi per la logistica.
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