Il presidio
Brenda Barnini a Renzi: non ti rinnego, ma fatti da parte
La sindaca di Empoli: «Giusta la decisione di Matteo. E io tra un anno mi ricandido. A M5S e Lega i voti della speranza. Lunedì all’alba gli ho inviato un sms chiedendogli di dimettersi»
EMPOLI. Per anni si è portata addosso l’etichetta di “renziana di ferro”. Da segretario del Pd dell’Empolese Valdelsa, nel 2012, spiazzò (quasi) tutti, schierandosi apertamente con l’allora “rottamatore”, che dal canto suo ha sempre ricambiato la stima. Come quando sul palco della Leopolda, presentandola, assicurò che «questa presto farà grandi cose sul territorio e non solo». Flash spazzati via da un risultato elettorale catastrofico a livello nazionale e quantomeno preoccupante su quello locale. Anche perché tra un anno ci sono le amministrative, Brenda Barnini è decisa a ricandidarsi e, conti alla mano, il Pd ha perso 769 voti rispetto alla tornata che la portò al timone del municipio di via Del Papa (col supporto dei 2021 voti della lista “Questa è Empoli”).
Sindaca, ha sentito Renzi in questi giorni?
«Sì. Gli ho mandato un messaggio lunedì all’alba, quando i risultati erano ormai delineati. Gli ho scritto che al di là della stima e dell’affetto, l’unica opzione per lui era quella delle dimissioni, per permettere al Pd di ripartire».
E lui come l’ha presa?
«Mi ha risposto che condivideva. E l’ha dimostrato».
Lei dunque scende dal “carro” renziano?
«Non è corretto ridurre tutto a un giochino di questo tipo. Non rinnego Matteo, ritengo che sia stato un interprete autorevole di una stagione politica importante. Sono ancora convinta di aver fatto bene a sostenerlo. È riuscito a fare cose importanti per il partito e per l’Italia».
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Le dà fastidio l’etichetta di “renziana”?
«Prima sono stata definita “veltroniana”, poi “franceschiniana”, quindi “renziana”. La verità è che credo di aver fatto un percorso politico coerente, sostenendo sempre chi interpretava all’interno del partito la mia linea “liberal-democratica”. Il tifo si fa allo stadio, non in politica».
Che ruolo vede in futuro per l’ex premier?
«Le sue idee devono continuare ad avere rilevanza all’interno del partito. Così come è accaduto in passato con Franceschini e Veltroni, per esempio, che hanno lasciato la segreteria ma hanno ancora un ruolo di primo piano nel Pd».
Quali sono i motivi del crollo del Partito democratico?
«Hanno influito tanti fattori, a cominciare dalla tendenza politica internazionale. In molti Paesi si stanno affermando partiti di centrodestra. Ma è sbagliato, nel nostro caso, parlare di “voto di protesta”. Quello per i 5 Stelle e la Lega è semmai un “voto di speranza”. Basta entrare in un bar e sentire cosa dice la gente alla luce del voto. La frase più ricorrente è “speriamo che ora cambi qualcosa”. Il voto è anche un giudizio sui cinque anni di governo: visto il risultato, significa che le cose fatte non sono ritenute giuste o almeno non sufficienti».
Però il Pd è crollato anche nell’Empolese Valdelsa, dove è sceso addirittura sotto al 38%. Ci sono responsabilità a livello locale?
«È un calo proporzionale a quello nazionale. Non siamo un caso speciale e neanche un mondo a parte: questo risultato sta dentro la dinamica del Paese. Il boom della Lega anche nel circondario è la risposta dei cittadini al problema immigrazione/sicurezza. Coloro che la individuano come priorità, hanno scelto il partito di Salvini. Basta vedere anche i dati relativi alla nostra città: la Lega ha attecchito di più nelle sezioni dove questo problema viene percepito di più».
È favorevole a un accordo di governo con il Movimento 5 Stelle?
«No. Quando un partito che ha governato per cinque anni, ottiene un risultato del genere alle urne, deve stare all’opposizione. La responsabilità di governare spetta ad altri».
Si parla di un suo possibile incarico di rilievo nella nuova fase del Pd... Cosa c’è di vero?
«Non sono in cerca di un nuovo ruolo. Ho un impegno con i cittadini di Empoli, che rispetterò fino alla fine del mandato».
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Si ricandiderà?
«Da parte mia c’è la piena disponibilità. È chiaro che dovrà essere fatta una discussione all’interno del partito, ma questo risultato elettorale non cambia assolutamente niente. Se mi sarà data la possibilità, saranno gli empolesi a giudicare il mio lavoro. Ho ancora tante cose da completare, a partire da una serie di opere pubbliche. E sono pronta a impegnarmi altri cinque anni per la mia città».
E il partito?
«Nessuno meglio dei sindaci ha la percezione concreta dei territori. Avrò modo di dare un contributo importante, dalla mia città. Dobbiamo intraprendere un percorso rigenerativo, discutere con i nostri iscritti e ripartire con un forte impegno sul territorio. Non esistono più i voti scontati. Dobbiamo guadagnarci la fiducia ogni giorno».
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