Il Tirreno

Empoli

Aggredita nel parco a Montelupo: «Non ho più sogni»

I rilievi della polizia (foto Agenzia Carlo Sestini)
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I rilievi della polizia (foto Agenzia Carlo Sestini)

La ragazza di Fucecchio quattro mesi dopo la notte da incubo: ho paura di ricordare, ma vorrei sapere chi è stato

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FUCECCHIO. «Non ho più sogni. E ho paura di ricordare, perché temo di rivivere quelle scene ogni giorno. Però vorrei sapere chi è stato». Sono passati 111 giorni da quel drammatico 14 ottobre, quando la ragazza di Fucecchio, fu ritrovata da una passante in gravissime condizioni in viale Umberto I, a due passi dal parco dell’Ambrogiana a Montelupo. Una mano – ancora misteriosa – le aveva fracassato il cranio, per poi trascinarla per 150 metri, fino a nasconderla tra le foglie, dietro a un muretto.

VIDEO. Il testimone

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Proprio mentre veniva soccorsa, quattro suoi amici – che avevano trascorso la serata con lei nella discoteca Jump di Montelupo – si presentarono al commissariato di Empoli per denunciarne la scomparsa. Dopo aver trascorso un paio di settimane in ospedale, ora sta cercando di lasciarsi alle spalle quello choc. Nel frattempo è diventata maggiorenne e venerdì 2 febbraio – insieme al padre, che in questi quattro mesi e mezzo ha partecipato a molte trasmissioni televisive – è stata protagonista a “La vita in diretta” su Rai 1. Dove, per la prima volta, è stata ripresa in volto. Per noi, invece, la ragazza fucecchiese – pur diventata maggiorenne – resta una vittima di violenza e per questo abbiamo deciso di non pubblicare la foto e di non fornire le sue generalità.

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In collegamento da Fucecchio insieme al padre, è apparsa ancora scossa da quanto è accaduto quella notte, che continua a non ricordare. Ma che le ha cambiato la vita: «Non posso più andare in giro da sola, perché ho paura. Cerco di frequentare persone più grandi di me, mi fanno sentire più sicura. Non do confidenza a chi conosco poco. E poi i miei genitori mi stanno accanto».

È tornata in discoteca: «Ma ora ci vado raramente, mentre prima ci andavo tutti i sabati». Mentre con i ragazzi che quella mattina ne avevano denunciato la scomparsa alla polizia, ha interrotto tutti i rapporti: «Non ci siamo più sentiti». E intanto il black-out resta: «L’ultimo flash è l’uscita dalla discoteca. Poi mi sono ritrovata all’ospedale». E lì è iniziato il calvario: «Non avrei voluto neanche festeggiare il mio diciottesimo compleanno. Ma mi hanno organizzato una bella festa a sorpresa. Sto cercando di andare avanti, ma ci vuole tempo. E vorrei sapere chi è stato a farmi questo». Gli inquirenti – che nelle settimane successive hanno sentito decine di persone per ricostruire il complicato puzzle – continuano a lavorare per darle una risposta. Un aiuto concreto l’avrebbe potuto fornire il cellulare della ragazza, che però non è mai stato ritrovato. Secondo quanto è stato ricostruito dalla polizia del commissariato di Empoli e della squadra mobile di Firenze, intorno alle 4, dopo aver lasciato la discoteca, si è diretta verso il parco per andare a prendere il treno alla stazione. L’aggressione sarebbe avvenuta tra le ore 6. 20 – quando un residente ha sentito il grido di una ragazza – e le 6. 40; intorno alle 6. 45 è stata trovata ferita da alcune persone. La svolta potrebbe arrivare grazie ai risultati di una serie di accertamenti scientifici e tecnici compiuti in questi mesi (dal dna trovato sotto le sue unghie alle utenze telefoniche che si sono agganciate alla cella vicina al parco).


 

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