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Ritirate le “punizioni” alla coop e i lavoratori revocano lo sciopero

di Samuele Bartolini
Ritirate le “punizioni” alla coop e i lavoratori revocano lo sciopero

Ma il nocciolo del problema rimane. Calosi della Cgil: «È il contratto che non va bene perché viene applicato quello con retribuzioni più basse e ferie gestite in maniera diversa da quelle del settore»

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CERTALDO. «Non mi era mai capitato che un'azienda contestasse un'assemblea dei lavoratori regolarmente convocata dal sindacato». Brutti segnali per il segretario generale della Fiom Cgil di Firenze Daniele Calosi. Lo raggiungiamo al telefono mentre sta andando alla Easy Coop di Certaldo per tenere un discorso. Calosi non è certo un sindacalista “di primo pelo”. Da quando è il responsabile fiorentino per il settore metalmeccanici della Cgil, di battaglie e assemblee dei lavoratori ne ha viste un bel po'. Ma quanto sta accadendo alla Easy Coop di Certaldo lascia sbalordito pure lui. I dipendenti partecipano ad una regolare assemblea sindacale e l'azienda li minaccia di provvedimenti disciplinari. Risposta dei lavoratori: proclamazione dello sciopero per la giornata di ieri, 1° febbraio, e presidio davanti ai cancelli dello stabilimento. Poi l'azienda si rimangia la minaccia, il presidio non si tiene più e si trasforma in assemblea. Quella dove Calosi è chiamato a parlare. Lo psicodramma si consuma tutto in un giorno. Ma la miccia del caos si accende il 17 gennaio scorso.

E' il giorno di un'altra assemblea sindacale. «Alcuni partecipanti – racconta Calosi – ricevono una contestazione disciplinare per abbandono arbitrario del posto di lavoro. Eppure l'assemblea è stata convocata dalla Fiom nel rispetto delle regole contrattuali. Una cosa mai vista. Totalmente inaspettata e incomprensibile». E la risposta di lavoratori e sindacati non si è fatta attendere: sciopero e presidio davanti ai cancelli dello stabilimento dalle 13 alle 15 di ieri. Presidio che poi non si è mai tenuto perché l'azienda ha ritirato la contestazione disciplinare. E i lavoratori si sono riuniti in assemblea per un'ora. Ma la situazione non si sblocca. Il muro contro muro rimane. Da una parte, i lavoratori della Easy Coop. Dall'altra, la direzione aziendale. E il cuore del problema sta tutto nel contratto di lavoro. Un contratto che va di traverso a dipendenti e sindacato. Vediamo di capire perché. «Quello in vigore alla Easy Coop è un contratto Multiservizi riconosciuto solo dal sindacato autonomo Cisal. Niente a che vedere col contratto nazionale di Unionmeccanica Confapi sottoscritto da Fim, Fiom e Uilm. Perché lo contestiamo? Il Multiservizi ha retribuzioni più basse, orari di lavoro e ferie gestiti in maniera diversa. Non solo. Nel Multiservizi non ci sono i criteri di rappresentatività dei soggetti firmatari», spiega Calosi. Fino al 31 dicembre i dipendenti avevano il contratto Unionmeccanica. Dal 1° gennaio hanno sottoscritto il Multiservizi. Prima lavoravano per la Basi Coop, poi è arrivata la Easy Coop. Ed è scoppiato il caos. «E' da alcune settimane che abbiamo inviato una mail per posta certificata alla direzione. Chiediamo un incontro ufficiale per tornare al vecchio contratto. Un contatto telefonico c'è stato, pare che ora siano disponibili a discuterne, ma sono solo parole. Risposte ufficiali zero», dice il referente della Fiom in Valdelsa Maurizio Garofano. Ma risulta difficile capire le ragioni del nuovo contratto. «L'azienda il lavoro ce l'ha. Il suo committente è la CR Abitare di Castelfiorentino nata dalla Shelbox. Vende le case mobili in tutta Italia. E' vero che il lavoro è stagionale, le casette per campeggi vanno consegnate nel periodo tra marzo e aprile, ma per i trentacinque dipendenti il lavoro non è mai mancato», dice Garofano. Intanto l'assemblea di ieri è servita a fare il punto della situazione. Lo stato di agitazione continua. «Andremo avanti finché non otterremo l'applicazione a tutti gli addetti di un più idoneo contratto collettivo nazionale, dotato del requisito della maggiore rappresentatività dei soggetti firmatari e quindi il contratto nazionale sottoscritto da Fim Fiom e Uilm», chiude Calosi.

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