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I banditi confessano: 5 rapine in 13 giorni
Cisternino di fronte al giudice dopo il colpo all’Eurospin: «Sono stato io a sparare all’automobilista»
EMPOLI. È stato Angelo Cisternino ad esplodere quei due colpi di revolver contro l’automobilista che aveva travolto il loro scooter nel momento in cui stavano per darsi alla fuga dopo la rapina all’Eurospin di Pieve a Nievole. Ad ammetterlo, ieri mattina, è stato lo stesso 40enne pregiudicato di origine pugliese, davanti al gip del Tribunale Alessandro Buzzegoli, durante l’interrogatorio di garanzia.
Una versione confermata poi anche dal complice inizialmente accusato di aver sparato, Vito Calabrese, 46 anni, anche lui pugliese, anche lui con numerosi precedenti. Il reato di tentato omicidio in concorso viene comunque contestato ad entrambi. Ed entrambi, ieri mattina, hanno scelto di collaborare con gli inquirenti, ammettendo le loro responsabilità non solo per la rapina di sabato scorso, quella che gli è costata la libertà, ma anche delle altre per le quali erano finiti nel mirino della polizia: in tutto, 5 rapine in 13 giorni, messe a segno in piccoli supermercati, scelti tra quelli senza circuiti di videosorveglianza, all’ora di chiusura, con uno scooter, una moto e una Smith e Wesson calibro 357 magnum.
Un’ampia confessione che però non li ha fatti uscire di cella: dopo aver convalidato l’arresto, il giudice delle indagini preliminari ha applicato loro la misura della custodia cautelare in carcere. Valutati il pericolo di fuga, la pericolosità sociale, il rischio di reiterazione e la gravità dei reati contestati. Rapina pluriaggravata, porto di arma clandestina e soprattutto tentato omicidio. Con Cisternino che non ha esitato a puntare e ad usare il suo revolver contro l’Alfa Romeo contro la macchina dell’uomo che aveva cercato di bloccarli, uno straniero di origini dominicane che, con in auto le sue due bambine, stava aspettando nel parcheggio dell’Eurospin la moglie intenta a fare la spesa. Due colpi: uno sul parabrezza, all’altezza del volante, uno nel radiatore. Un miracolo che nessuno della famiglia sia stato colpito dai proiettili.
Come detto, ci sono altre 4 rapine per le quali Cisternino e Calabrese si sono assunti la paternità: quella del 14 gennaio a Firenze, alla Conad di via Rocca Tedalda; quella, sempre a Firenze, del 20, in via Burchiello, al Penny Market; quella del 22 ad Empoli, al Penny Market di via Tosco Romagnola; e quella del 25, al DPiù di Fibbiana, a Montelupo. Le indagini della polizia erano partire da un Piaggio Beverly sospetto, simile a quello utilizzato in questi colpi. Risultato poi intestato a Cisternino, con alle spalle un passato di rapine a mano armata. Il tracciamento dello scooter ha fatto sì che sabato la polizia di Montecatini fosse già in allarme rosso quando i due banditi avevano colpito a Pieve. E la caccia all’uomo era scattata immediatamente. Con successo. (m.d.)
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