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Spazi pubblici vietati a chi non ripudia il fascismo: è polemica
A Castelfiorentino, Forza Italia e Insieme per Cambiare votano contro la mozione Pd: «Sufficiente la Costituzione». Il sindaco: «Errore gravissimo»
CASTELFIORENTINO. Promuovere iniziative culturali in collaborazione con le scuole e in altri centri di aggregazione giovanile, per mantenere la memoria storica e che consentano di portare all’attenzione della popolazione il problema dei nuovi fascismi. Ma anche adeguare i regolamenti comunali, in modo che coloro che chiedono l’autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico o la concessione di spazi e sale comunali, sottoscrivano una dichiarazione esplicita di riconoscimento dei valori antifascisti. Sono le misure contenute nella mozione "Misure da attuare contro ogni forma di negazione e contro ogni manifestazione di discriminazione", presentata dal Pd e approvata dal consiglio comunale di Castelfiorentino, con il voto favorevole della lista “Cittadini a sinistra” (mentre Castello a sinistra ha condiviso il contenuto del documento ma il consigliere non era presente alla seduta).
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Contrari, invece, Forza Italia e Insieme per Cambiare, con la presidente della lista civica, Susi Giglioli, che spiega: «L’argomento, relativo a un così grave e buio periodo della nostra storia, sia già regolamentato dalla Costituzione, che vieta in modo chiaro il ricostituirsi del partito fascista. Le scuole rappresentano per noi luogo apolitico e plurale dove la memoria storica è ampiamente garantita dai programmi didattici. Nessun reato di razzismo o riconducibile a ideologia fascista è avvenuto in questo paese per giustificare questa mozione».
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Ma il sindaco Alessio Falorni non ci sta: «È spiacevole vedere le due forze di opposizione contrarie a questa mozione, trincerate dietro una presunta difesa della libertà di espressione. Il loro è un errore gravissimo. Il disagio sociale va ridotto, eliminato, non esasperato o strumentalizzato utilizzandolo come ragione di azioni autenticamente neofasciste. Non vorremmo mai, come cittadini prima di tutto, vedere forme di giustificazione di questo redivivo fascismo».
«Durante la seduta abbiamo assistito – aggiunge il consigliere comunale Sauro Morelli che ha presentato la mozione – alla giustificazione dell’illegalità presente ad Ostia, alla giustificazione dell’illegalità, delle mafie e dell’antistato».
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E la capogruppo Pd Sandra Niccolai aggiunge: «Tra le premesse abbiamo voluto sottolineare i numerosi provvedimenti adottati negli ultimi anni dai governi a guida Pd, non ultimo per importanza la Legge Fiano, nonché l’importante collaborazione con Anpi e Arci nella difesa dei valori antifascisti. Non dobbiamo dare la nostra libertà per scontata, non dobbiamo arretrare di un millimetro, dobbiamo parlare, confrontarci, dialogare: la lotta al fascismo è una priorità».
Per la consigliera Laura Rimi «dobbiamo separare i piani: affermare i valori di libertà, tolleranza ed uguaglianza che reggono la nostra democrazia deve essere il minimo comune denominatore di ogni forza politica, a partire da quelle che siedono nel nostro consiglio comunale e che rappresentano i cittadini di Castelfiorentino. Trovare il modo di arginare la crisi sociale ed economica del nostro paese, compete alla politica ed è giusto avere idee diverse su cosa mettere in campo».
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Lo stesso dibattito è esploso pochi giorni fa a Pontedera, dove, quasi all’unanimità, il consiglio comunale ha votato una mozione presentata da Partito democratico e gruppo Arancioni per Pontedera. Il consiglio ha stabilito che ogni forza politica o associazione che vorrà spazi pubblici nella cittadina del Pisano dovrà dichiarare la propria estraneità a fascismo, razzismo, xenofobia, antisemitismo e omofobia. La stessa cosa era stata presentata dal Pd di Cascina, ma l’esito era stato una netta bocciatura.
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